Un puzzle mai finito

Il puzzle, un gioco da tavolo che si odia o si ama.
Tanti pezzetti da mettere insieme per riuscire a ricostruire un'immagine, che a volte può diventare un vero e proprio rompicapo che richiede tempo e pazienza, rimanendo sparpagliato sul tavolo per giorni e giorni.
Se, infatti, il puzzle e i pezzi sono di notevoli e ridotte dimensioni rispettivamente, capita molto spesso che delle zone particolarmente ostiche rimangano sempre indietro sulla tabella di marcia, che diventano quasi una gara di resistenza. Sarà il bisogno di riacquistare la possibilità di utilizzare il tavolo o la tenacia nel realizzare un nuovo quadro a vincere?

Ricordo che da piccola si stava tentando di rimettere insieme i pezzi di un paesaggio, un puzzle credo da 5000 pezzi della Ravensburger. Impresa non da poco, considerando che i puzzle del genere sono spesso caratterizzati da un gran numero di pezzi quasi monocromatici che, però, a differenza della loro intercambiabilità cromatica, non lo sono in termini di forma.
Ricordo che è stata una dura lotta ricostruire quel paesaggio raffigurato sulla parte superiore della scatola: partiti da una grossa quantitià di pezzi disordinati, in tre abbiamo concentrato le nostre forze nel dare un ordine a tutta quella confusione, lasciando impegnato il tavolo per non so quanto tempo nel tentativo di dare al cielo ciò che era del cielo e all'acqua cioè che era acqua.
Due azzurri di un cielo limpido e di un lago cristallino, che c'hanno fatto andare avanti alla velocità di un paio di pezzi al giorno, quando i buchi da riempire in quel quadro rimanevano ben pochi.

Mi era rimasta sempre impressa quella scena, un campanile che spuntava fuori da un lago, immerso in uno sfondo di montagne, mai arrivato a compimento semplicemente perché all'evidenza bisogna arrendersi: se nella scatola manca un pezzo o, meglio, c'è un pezzo di un altro puzzle, nulla si può fare per completare quel paesaggio.
Vi lascio immaginare la delusione. Abbiamo persino provato a scrivere alla Ravensburger indicando le coordinate del pezzo mancante, ma ovviamente non abbiamo mai ricevuto quel pezzo. Forse non abbiamo scritto in maniera troppo convincente la nostra delusione. :-/

Dopo anni, quell'immagine così particolare di quel campanile non è mai cambiata, è sempre rimasta un puzzle incompiuto, finché non ho deciso di andare a vedere con i miei occhi quel famoso lago Resia, che racconta una storia e tutta la rabbia e l'amarezza di un paese raso al suolo per costruire un bacino idrico di maggior capacità. Di quel paese, Curon Venostra, resta solo la punta del campanile della chiesa che emerge dal lago e che si può raggiungere a piedi solo quando il ghiaccio lo permette.

lago Resia

Un paesaggio che, nonostante la natura degli eventi che l'ha scaturito, rimane sempre intriso di poesia.

campanile nel lago

Dimentichi un problema dei puzzle: "...e ora che l'ho finito dove lo appendo?" In casa non ci sono mai abbastanza pareti! Io ne ho 4 o 5 finiti che si impolverano sopra l'armadio, ma non so dove metterli!

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