Torta di rose di Valès (Valeggio)

Quest'anno mi sono appassionata al cioccolato, anzi, alla nutella. Mi ritrovo ad acquistarla molto spesso per realizzare dolci.

Non sono mai stata un'amante della nutella, ma non perché non mi piaccia. Anzi, ne vado matta! Tuttavia è talmente buona che non riesco proprio a resisterle. Mi piace mangiarla a cucchiaiate e soprattutto da sola. Mi piace gustare quella crema morbidissima, cioccolatosa, con quel retrogusto affascinante di nocciola senza alcun accompagnamento. Il problema è che così facendo, mi risulta indigesta quasi subito. :-( È per questo che non amo avere vasetti di nutella in casa e l'acquisto molto raramente.

Quest'anno, invece, avrei già potuto realizzare un servizio di bicchieri completi, quasi, a forza di provare dolci. Da quello al cocco alla sua variante senza, l'ultimo tentativo è stata la torta di rose di Valés o Valeggio.

Navigando nel web avevo individuato un'interessante ricetta, in cui proponevano di stendere della specie di pasta frolla in una sfoglia rettangolare, spalmarla di nutella e di pezzettini di cioccolato, di arrotolarla e tagliarla. Disponendo i vari dischi sulla tortiera, appoggiati uno sull'altro, si ottiene un effetto a corona molto carino da vedere.

Guardando su un libro di cucina, invece, ho trovato la ricetta della torta di rose di Valeggio, fatta con un impasto al lievito di birra, tirato in una sfoglia sottile, ricoperto con una crema di burro e zucchero, arrotolato, tagiato a rondelle, le quali, disposte distanziate su una tortiera, dopo la lievitazione e la cottura creano l'effetto di un mazzo di rose appena sbocciate.

mazzo di rose

Da qui l'idea di sostituire la crema di burro e zucchero, a dire il vero un po' pesantuccia, con nutella e goccie di cioccolato fondente.

Sinceramente, la ricetta originale, secondo me, ha qualche difettuccio. Il libro di riferimento non è la prima volta che mi dà delle dosi non proprio corrette e anche questa volta ho dovuto aggiustare all'occorrenza gli ingredienti. Il problema principale è stato la quantità di farina, troppo poca per poter ottenere un impasto da stendere!

Un primo impasto viene fatto mescolando latte tiepido (150 ml), con del lievito di birra (io ne uso solo una bustina di quello disidratato), un cucchiaio di zucchero e 260 gr di farina circa.
Dopo aver fatto lievitare per una mezz'ora circa, si aggiungono 2 uova, 130 gr di zucchero, 40 gr di burro, 2 cucchiai di olio di oliva, sale q.b. e farina q.b. (non la peso, ma indicativamente altri 200 gr circa) per ottenere un impasto liscio, non troppo duro, ma sufficientemente asciutto da poter stendere in una sfoglia sottile, ma non troppo.

Una volta ottenuto l'impasto (dovrebbero formarsi delle bolle), lo si può stendere in una forma pià rettangolare possibile e cospargere con la crema che si preferisce o, perché no, anche con della marmellata.
Una volta arrotolata la pasta con la sua crema, si tagliano delle fette (di 3 cm circa, ad esempio), le si posizionano in una tortiera (su della carta forno) e si lascia lievitare per un paio di orette. Dopo di che si inforna a 180° per 30-40 minuti, la prova dello stuzzicadente ci dirà se la torta è cotta.

Il bello di questa torta è che assume un bel colorito, la pasta diventa bella dorata, ma soprattutto le rose sbocciano!!

torta di rose

L'impasto è molto simile al gusto di una focaccia pasquale, mentre il cioccolato dà quel gusto coinvonlgente che hanno le brioches calde dei bar.
All'interno, la torta di rose è come un quadro di sentieri di cioccolato dipinti:

torta di rose

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