Soave Guitar Festival 2010

Durante il week-end scorso si è svolto, come ogni anno da circa vent'anni, il Soave Guitar Festival (edizione 2010).
A Soave, in provincia di Verona, si susseguono, di solito nel week-end del primo maggio, tre giorni di musica, con concerti serali e seminari pomeridiani, mostre e quant'altro, dedicati alla chitarra.

Gli aritsti che vengono invitati al palazzetto dello sport di Soave, ogni anno sempre più pieno, sono maestri della chitarra e musicisti di un certo calibro. Per chi è "del giro", Tommy Emmanuel è la star incontrastata, ospite fisso per tutte le serate già da qualche anno.

Solitamente, a parte qualche presenza costante, gli artisti nelle tre serate variano. La domenica, il gran finale, spesso presenta nella sua scaletta artisti già venuti in almeno una delle serate, ma il repertorio non è mai lo stesso, perché non si può certo deludere i fedelissimi del week-end di del Soave Guitar Festival.

Quest'anno, tutte e tre serate sono state animate dal trio Frank Vignola, Tommy Emmanuel e Monte Montgomery. Trio non perché hanno suonato tutti insieme, almeno non di solito e non questa volta, ma perché sono stati gli ospiti fissi delle tre serate.

Frank Vignola si è esibito con il suo Trio e Julien Labro alla fisarmonica. Quest'ultimo si è rivelato davvero un musicista strepitoso, visto com'è stato messo a dura prova dal ritmo con cui si suonava. Gli altri, a dire il vero, sembravano passeggiare, perfettamente a loro agio in quella raffica di note, mentre lui era sul serio sempre "di corsa". La fisarmonica non deve essere uno strumento particolarmente "facile" da gestire.

Sorpresa delle sorprese, il Trio di Frank Vignola è stato accompagnato da un batterista d'eccezione: Tommy Emmanuel! Quello stesso Tommy Emmanuel capace di imprese incredibili con la chitarra in mano, che spesso usa come strumento da percussione. Per chi non lo conoscesse, vale la pena spulciare su youtube per cercare qualche sua performance: vederlo lascia veramente di sasso. Bravura da vendere, ma soprattutto uno stile tutto suo, che trasforma le sue chitarre in cimeli dell'anteguerra, tanto sono "rovinate" a forza di picchiettarle in qualunque maniera possibile.

Quest'anno, l'ospite che ho apprezzato di più è stato Monte Montgomery, che ha eseguito, tra le varie, le splendide Moonlight Tango e Wishin Well (che dall'altro giorno continuo a riascoltare).
Le canzoni di Monte Montgomery sono coinvolgenti, mai noiose, nemmeno durante gli assoli di chitarra che, a volte, sono veramente lunghissimi. Non so spiegare perché una canzone mi piace, ma il suo sound e la sua voce mi hanno rapita. È molto melodico, non si perde in virtuosismi di difficile comprensione e ha una voce molto "dolce", che sa trasmettere: una specie di rauco/non rauco che gli permette di sussurrare le parole in modo da renderle speciali.
Insomma, Monte Montgomery mi è piaciuto davvero un sacco e sono contenta ci sarà anche l'anno prossimo: almeno così è sembrato promettere a tutti, visto che vuole raggiungere il numero 5, 5 anni di presenza al Soave Guitar Festival.
Tra l'altro l'anno prossimo cade anche il ventennale di questa manifestazione e Pierpaolo Adda ha già promesso faville! Praticamente l'anno prossimo sarà una vera caccia ai biglietti, considerando che da qualche anno spesso capita che i biglietti vengano esauriti con le prevendite.

Io sono andata al concerto del sabato sera e c'erano anche i Biorn, band romana veramente niente male, e Pete Huttlinger, miglior chitarrista fingerstyle americano, che ho trovato un po' "poco vivace", dal mio punto di vista. :-/
I Biorn, invece, sono stati molto piacevoli da seguire: al festival arrivano molto spesso elementi solisti o band che, magari, non si direbbero adatti ad un "guitar festival", ma sono comunque artisti di una certa bravura, che vale la pena scoprire. In questo caso, la new entry non ha lasciato l'amaro in bocca, anzi... Con quella loro musica che ha quel qualcosa di particolare che si differenzia dal solito che si sente in giro, si sono fatti apprezzare da tutto il pubblico. Hanno saputo essere coinvolgenti e attirare l'attenzione. Credo che siano molto meglio di certe band che passano per radio. In bocca al lupo per il loro futuro!

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