Rientrando

Fuori fa freddo, anche se non tanto per essere gennaio. Il cielo è azzurro, tinto di rosso per l'ormai tramonto vicino. Una luna formato gigante si affaccia già all'orizzonte: sono le cinque del pomeriggio e inizia il rientro, dopo questi giorni di ferie.

Il cielo si fa presto nero e dal finestrino del treno si distinguono ormai solo le luci artificiali dei lampioni. Percorsi di strade si disegnano lontane e paesi dispersi in lontananza, isolati dal resto, emergono dal nero della terra.
Qualche luce più variopinta colora il tracciato della ferrovia, dove le decorazioni natalizie di qualche casa e di tutti i negozi brillano insieme alle insegne luminose degli esercizi commerciali.

A questo paesaggio silenzioso, scosso da qualche bagliore in lontananza, si contrappone il via vai continuo di persone alla stazione, dove valigie, borse e pacchetti sfilano insieme ai loro padroni, avvolti nei loro cappotti, a volte pensierosi, ma felici di incrociare qualche volto familiare. File di persone lungo i binari, protetti da sciarpe e berretti, che scrutano lontano per scorgere per primi l'arrivo del treno tanto atteso, si mescolano ai gruppi che si rintanano ai bar per riscaldarsi con un caffè o una bella cioccolata calda, mentre qualcuno entra curioso nei negozi che mostrano orgogliosi i cartelli dei saldi.

Le strade sono quasi deserte lontane dal centro, dove qualcuno si affretta a rincasare, sapendo di trovare tutti intorno ad un piatto caldo, meglio se goloso come i saltimbocca napoletani. :-)

Questo è il rientro invernale dopo le ferie, quando il tempo riprende a scorrere normalmente, col suo ripetersi giornalmente nelle diversità di ogni quotidianità.

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