Quando un gatto se ne va

Quando un gatto se ne va, a volte è per sempre.
Non ringrazia, non saluta, semplicemente prende e scompare.
A volte ritorna, dimagrito ma sempre lo stesso.
A volte semplicemente se ne va per non ritornare.

by H.

I gatti vanno a morire lontano da casa. L'ho sempre sentito dire ed è vero.
Quando un gatto sta male si allontana dalla sua tana sicura. Non si ha nemmeno il tempo di capire che sta male, a volte, che lui se n'è già andato, chissà dove.

Subito si pensa all'ingraditudine di questo animale che si sceglie i padroni, ma mai il viceversa: "non sei tu a scegliere il tuo felino, ma è lui che ti adotta come padrone" si legge in giro.
Dopo anni che gli dai da mangiare e da bere, che gli offri un riparo dal freddo, lui prende e se ne va, senza darti la possibilità di continuare ad occuparti di lui. Proprio a voler dimostrare che tu non sei il suo padrone, ma lui continua ad essere il padrone della sua vita.
A volte ti arrabbi, magari pensando che se fosse rimasto avresti potuto fare qualcosa, per esempio portandolo dal veterinario. O forse no, perché non è un gatto domestico e quindi difficile da trattare.
Aspetti un paio di giorni guardando fuori dalla finestra la mattina presto, nella speranza di vederlo comparire come al solito, fuori dalla porta, il primo della fila a chiedere la colazione, dopo una notte fredda passata fuori. Poi passano i giorni e lui non ricompare. Passano le settimane e ti accorgi che se anche ti dispiace non aver fatto niente per lui, forse, lui ha fatto molto di più per te, decidendo di andarsene e di morire lontano dai tuoi occhi.

Dispiace, dispiace per la sua stupidità, visto che, forse, la spiegazione più logica al fatto che i gatti vanno a morire lontano da casa è semplicemente perché cercano un posto non famigliare, dove nascondersi meglio dal male che li assale e che per loro è un nemico (si legge ad esempio qui).
In effetti i gatti non sono poi così furbi.. Basta pensare a quando vanno a nascondersi lasciando la coda in bella vista, se non addirittura tutto il corpo, perché "se la testa non si vede, beh, allora sono apposto", lui ingenuamente pensa.
Però è più bello pensare che loro lo fanno per te, per andarsene con dignità, nel silenzio, affinché tu non possa provar pena o dolore per lui, perché lui sa che è arrivata la sua ora.

gatto

Tiro ad indovinare: ti è morto il gatto?

Detto così suona proprio male. ;-(
Comunque sì, a meno che non abbia trovato qualche ciotola più ghiotta in giro dal vicinato.

se la mia gatta se ne va la faccio cercare anche dai ris di parma ... essendo che vive solo in casa e non esce mai ......non ci voglio nemmeno pensare....

Nel 2008 abbiamo salvato un gattone bianco e nero di nome Silvestro da un gattile...aveva la Fiv e il diabete...abbiamo fatto tutto quello che si poteva fare per curarlo e lui ci ha ripagato con il suo affetto...Negli ultimi tempi mi aveva dato segnali di sofferenza facendo la pipì ovunque e piangendo quando era a casa...probabilmente voleva dirmi qualcosa... Un giorno lui era in giardino e io in casa...sento un miagolio lontano e ed esco per richiamarlo dentro ..ma lui non c'era più..Ho girato x 2 giorni nella speranza di trovarlo...ma credo che si sia allontanato da noi per morire dignitosamente. Ci ha salutato...un saluto che non dimenticherò mai..
Credo che dargli la libertà di scegliere dove andare a morire sia un atto di amore..anche se è difficile e il dolore è tanto grande da non passare ..neanche a distanza di giorni..

Da tre giorni era sparita Jessyka, gatta di dieci anni.
Ieri l'abbiamo trovata, morta, in un angolo nascosto del giardino.
Ho 49 anni e sto piangendo come uno scemo...

Eva come Etilene vinile acetato, salvata da un reparto di una fabbrica chimica, dal reparto Eva. La mia miciona aveva la mastite, era arrivata qui magra, spaventata ma curiosa per essere sterilizzata, aveva avuto quattro mici bellissimi che le erano stati portati via da altri colleghi e lei si era ammalata e impazziva a cercare i suoi cuccioli. Così un giorno il mio fidanzato è arrivato a casa in spider con a fianco la Eva nella sua gabbietta verso la sua nuova casa. Era venuta qui solo per una settimana per convalescenza dopo la sterilizzazione, poi sarebbe dovuta tornare in fabbrica. Invece, sapevamo che non l avremmo mai più lasciata. Era il 2009, non so nemmeno quanti anni avesse, secondo me non più di un paio. Poi mercoledì sera è uscita e da quel giorno l'aspetto. È domenica, nevica e ancora aspetto. Ma il mio cuore non ti sente più. Già giovedì non ti sentivo più. Non so ma le altre volte che spariva per avventure mi preoccupavo ma la sentivo, ora non più. Vorrei solo trovarla, ma forse è meglio ricordarla così. Ciao evuccia, mia migliore amica di casa

Il mio delizioso Spino è scomparso da due giorni. Nell'ultima settimana si era un pò dimagrito però mangiava un pò meno del solito ma mangiava. Lui è sterilizzato e dorme fuori in giardino nella su cuccetta con Polpetta e Mimì. La sera prima volevo chiuderlo in garage per notare se nella cacca c'erano i vermi, ultimamente li avevo visti e avevo pensato di dargli la solita siringa di crema veterinaria contro questi animalacci, ma poi ci ho ripensato e l'ho lasciato dormire fuori. La mattina non l'ho ritrovato, Polpetta l'ha cercato tutto il giorno miagolava, sono andata sopra il terrazzo per vedere se dall'alto miravo qualcosa nulla. Continuo nei prossimi giorni a cercarlo, però è stupido morire così, se fosse rimasto vicino casa l'avrei portato dal veterinario e probabilmente con una cura sarebbe guarito, ha 13 anni ma se li porta bene a parte qualche dente che ha perso. Non posso immaginare che vada a morire in un posto lontano, vorrei dargli una sepoltura, come ho fatto con Ciccia. Però è vero, è una vita che ho i gatti e più di una volta mi è capitato che si siano allontanati per andare a morire altrove. Per ora però non voglio pensarci.

ciao a tutti mi chiamo leonardo e da quasi 2 mesi il mio gatto maschio di due anni è scomparso.
diciamo che a marzo parte il periodo dell'amore e volevo semplicemente chiedere se qualcuno più esperto di me può rispondere alla mia domanda: quanto tempo al max i gatti maschi nel periodo del calore stanno fuori?
e se si ci sono casi di gatti tornati dopo svariati mesi?
certo di una vostra risposta anticipatamente ringrazio

lola aveva quattro anni ormai aveva appena partorito 4 micette bellissime 2 giorni prima che sparisse avevo trovato fuori casa la coda o qualcosa del genere di uno strano animale fatto sta che 2 giorni dopo il ritrovamento di questo pezzo di animale lola ha cominciato a star male sabato scoeso non voleva più allattare la cucciolata dormiva sempre e non mangiava domenica scorsa prima di pranzo si è allontanata e ancora non torna a casa forse sta male è andata a morire lontano spero di rivederla un giorno chissà io ci sono stato male avevo un bellissimo rapporto con lei che aveva qualcosa di umano capiva le persone pensate un pò adesso ci prendiamo cura noi dei cuccioli 2 sembrano salvi un abbraccio a chi come me ha passato questa brutta esperienza

12 anni fa' avevo deciso, con mia mamma, di adottare un gattino, di una cucciolata di 11, come compromesso, proposto da mia madre, all'acquisto di un bassotto. Appena aperta la gabbia, un micino rosso, grande come il palmo della mia mano mi è balzato sui piedi, ha miagolato e poi ha iniziato a correre e infilarsi ovunque....ho pensato: "questo sarà il mio gatto, questo sará Becks"!! È stato un mito, è vissuto con me e mia mamma per 12 anni, come un vero componente della famiglia; 2 sere fà, dopo un periodo in cui era dimagrito vistosamente, mi sono accorto che non riusciva ad arrivare alla lettiera per la pipì. Così ho deciso di portarlo dal veterinario la sera successiva, ma Becks, testardo come al solito non me ne ha data la possibilità: è uscito e non è più tornato....sto piangendo come un bambino da 2 gg. e sono un maschio adulto di 31 anni!Mi ritrovo pienamente in questo post, condivido tutto appieno, ma il pensiero che qualcuno possa trovarselo morto nel cortile e buttarlo nel primo bidone, mi uccide e mi strazia l'anima... Becks, sempre il migliore!

Undici anni fa, in un caldo pomeriggio di agosto, mia madre trovò in un bidone della spazzatura una borsa, con all'interno 5 gattini di non più di 3 mesi. Solo in due si salvarono, e uno di questi venne a casa nostra. Bart non ci ha mai fatto mancare il suo affetto, è sempre stato presente, ogni volta che c'era un problema lui capiva, e veniva a farti le feste, piano piano, come a dire "tranquillo, andrà tutto bene". Ora un tumore lo sta portando via e un ragazzone di 22 anni come me si ritrova a piangere sulla tastiera di un computer, senza avere la forza di portarlo dal veterinario. In tutto questo, Bart ha appena fatto tre rampe di scale, nonostante non riesca più a respirare, per portarmi il suo topo giocattolo e farmi capire che, in un modo o nell'altro, andrà tutto bene. Ci salutiamo un'ultima volta...addio amico mio...ti voglio bene.

Stiamo iniziando a vivere con la nostra Minnie il suo ultimo periodo: la forza ci abbandona a volte e ci lasciamo andare alla disperazione. Per me è il quarto gatto della vita, i tre precedenti sono morti senza etanasia e ad n'età ragguardevole, ma questo non mi aiuta.

Minnie è la gatta che mi ha aiutata a crescere i miei bambini (correva la notte quando Giacomo piangeva) ed è dolcissima.

Ci mancherà.

Ma la lasceremo andare (come ho fatto con gli altri)

Una settimana fà il mio micio è stato investito ed è morto, il demente (giovane ingegnere rincoglionito),
nemmeno si è fermato, non si è nemmeno accorto, solo che è stato visto da un ragazzo il quale mi ha riferito che andava ad una velocità da pista su una strada con abitazioni da entrambe le parti.
Dopo diverso tempo è ripassato perchè abita in quella via ed è stato riconosciuto ed è stato fermato, ecco quello che ha saputo dire, "scusa non me ne sono nemmeno accorto (non è vero perchè si è sentita una botta tremenda).
Il mio micio era coccolato da tutta la mia famiglia, siamo costernati tutti e non riusciamo a pensare ad altro, "CI MANCA da morire"

La mia Gatta Grigia si è nascosta sotto la libreria da qualche ora.
E' un posticino in cui si rintana solo in estate ... quando ci sono 35 gradi.
Oggi non ce ne sarebbe motivo. Ma ha vomitato 3/4 volte, e ho il sospetto che stia male.
Mi piacerebbe averla rannicchiata sul divano, sulla sua copertina. Ma se preferisce così la lascerò un po' tranquilla.
Ma qualcosa mi dice che c'è qualcosa che non va ...

il mio gatto è via da molto tempo ma non voglio pensare che sia moto.

Non è vero che i gatti vanno a morire lontano, io ne ho avuti tanti, sempre, ne ho sempre una quindicina che vivono fuori e anche dentro casa, ma in tutta la mia vita (ho 60 anni) mai nessuno è andato a morire lontano, anzi quasi sempre davanti alla porta di casa. Invece pochi giorni fa una gattina molto vispa di circa 4 mesi è uscita dalla porta e non si allontanava mai perchè l'avevo trovata abbandonata quando era proprio piccina e gli davo ancora il latte con il biberon anche se ormai mangiava tutto come gli altri. Ebbene, quando ho riaperto la porta la gattina non c'era più, l'ho cercata dappertutto anche nei campi vicino casa ma di lei nessuna traccia. Come si può sparire così? Nella mia lunga esperienza non mi era mai successo. Soffro da morire perchè lei era come una figlia. Nessuno la può aver rubata perchè vivo in periferia ed ho un grande giardino tutto recintato dal quale lei non è mai uscita, faceva solo pochi passi fuori della porta. Ormai, ma l'ho capito subito, che non tornerà più ed è senz'altro morta. Ma come? L'unica cosa che può essere concepibile è che sia venuto un animale e l'abbia portata via, ma era lì davanti insieme a tutti gli altri gatti e poi può, un animale selvatico arrivare fino a davanti alla porta di casa? Qualcuno può dirmi se gli è mai successo?

Bronco sta morendo...ha 15 anni, era bello e in forma, come fosse un felino molto più giovane, fino a che, ormai da un paio di mesi, ha cominciato a zoppicare. Mi sento in colpa per non essermi allarmato subito, magari qualcosa si sarebbe potuta fare per salvarlo...Ora invece è tardi, un maledetto sarcoma se lo sta portando via. Non volevo gatti in casa, non li apprezzavo per esperienze negative da bambino e non ero il classico bambino che li spupazzava meritandosi dei bei graffi, ma questa è un' altra storia...poi mia moglie ha insistito per averne uno, recuperato e salvato da un' associazione...trovato in un prato in fin di vita con la rinite, circa tre mesi di vita...Dissi a mia moglie "ok, purchè pensi a tutto tu e lo tieni alla larga dal mio pc" (che idiota mi sento adesso che invece gli darei in pasto quello che vuole pur di averlo ancora qualche anno con me!). Lo ignoravo...mia moglie sempre a dirmi "guarda che fà!" e rideva come una matta, ma io niente ed ora mi pento per tutto quello che ho perso di lui...Finchè una gelida notte d' inverno ebbe una ricaduta e scelse me, nel cuore della notte...mi salì sul petto e si accovacciò guardandomi negli occhi, con i suoi semichiusi dalle classiche membrane interne, una bolla al naso quando respirava, tipo cartoni jap...Così, incazzato e rincoglionito di sonno, me lo misi dentro il giubbino (non avevo ancora la gabbia) e lo portai ad un pronto soccorso veterinario. Lui se ne stava docile e immobile anche mentre guidavo, sentivo il suo respiro, ma nessun movimento, nessuna unghiata. Lo salvai, mia moglie portò avanti le cure ed io continuai a ignorarlo, forse perchè in realtà temevo di affezionarmi ad una "bestia" tanto ingrata, ma dentro me sapevo che qualcosa stava cambiando pur non volendo ammetterlo neanche a me stesso. Lui mi si avvicinava ed io mi allontanavo. Dormiva sempre ai miei piedi senza toccarmi per paura che non lo spingessi giù come avevo più volte fatto. Tempo dopo, era ormai un bel gatto nero di tre chili, toccò a me stare male...troppo alccol con gli amici, misto a salmone affumicato...stessa ora di quando lui mi "chiese" soccorso...un' acidità di stomaco quasi dolorosa che non passava nemmeno con lo "sturalavandini" (bicarbonato e limone), occhi aperti a guardare il soffitto...quando lui mi sale ancora addosso e si accuccia, dandomi le spalle, all' altezza del mio stomaco. Comincia a fare le fusa, senza che io gli facessi una sola carezza...in dieci minuti, forse meno, mi passò il bruciore come d' incanto. Non ho mai capito cosa è successo, ma non lo dimenticai quel suo gesto. In tutti questi anni, dopo che lui mi ha scelto, ho avuto solo affetto da lui, mai una delusione, magari qualche giusto capriccio, e ho imparato a capire il loro mondo, diverso e meno chiaro di quello di altri animali da compagnia, come il buon cane ad esempio, ma è un mondo raffinato, fatto di gesti, di nuovi magolii fatti per cercare di farti capire cosa vuole fare con te...vale tanto un solo gesto di un gatto che per indole vuole essere libero, un po' selvaggio e a volte solitario. Fra qualche mese non lo vedrò mai più venirmi incontro quando rientro, con il suo "miao" mentre mi fissa negli occhi che ha sempre saputo di "ciao!". Avrei venduto pure auto e moto per farlo operare, per tentare di salvarlo, ma un po' per i reni di 15 anni che non si sà quanto reggerebbero una totale, un po' perchè ne verrebbe fuori comunque senza la zampa con cui mi abbracciava il collo durante le nostre penniche, ho rinunciato...e sto quasi piangendo mentre lo scrivo. E' anziano, sapevo che prima o poi si doveva spegnere, ma speravo non con quel male di mexda che ormai prende un po' tutti a tutte le età e ancora non si ha una cura se non l' inutile e devastante chemio! Prego ogni giorno che, se proprio se ne deve andare, si spenga mentre dorme accanto a me, non voglio doverlo sopprimere e vedere i suoi occhi che smettono di guardarmi, anche se temo sarà proprio così fra qualche mese...
Questa è la mia grande sofferenza del momento, ho voluto "marcarci il territorio" quì insieme a voi che capite come si sta, piuttosto che parlarne a gente più vicina ma superficiale che ti dice "ma sì è solo un gatto". Ho 48 anni, per gli amici sono un tipo tosto, ma non sanno quanto soffro per il mio piccolo amico... sono felice di aver avuto l' onore di camminare accanto a lui questi anni e un pezzo del mio cuore se ne andrà per sempre con lui, come è successo a tutti voi. Ciao...

a metà luglio ho avuto il verdetto che il mio chicco un gattino di appena due anni aveva un linfoma intestinale sarebbe vissuto un paio di mese ...ho cominciato a dargli il cortisone ma rispondeva male, antibiotico per la dissenteria ma non passava, io non volevo crederci che sarebbe morto continuavo a comprargli tanti tipi di cibi per stimolarlo a mangiare perchè era diventato inappetente..premetto avevo fatto l'ecografia con ago aspirato e non si era visto niente mi avevano proposto di rifare l'ago aspirato ma io avevo rifiutato, perchè torturarlo con esami se poi il responso in ogni caso era il linfoma allora sono andata avanti con il cortisone...comunque ho il rimorso di non essere andata avanti con gli esami.sta di fatto che il mio micio fra alti e bassi era diventato ossa e pelle da 5 chili era diventato 2 chili scarsi però non ha mai smesso di seguirmi era sempre con me aveva poco alla volta smesso di giocare ...mi ha lasciato la notte del 3 gennaio adesso che scrivo piango non riesco ancora a crederci che non sia accanto a me...non mi aspettavo che se ne andava cosi silenziosamente ..io la notte verso le 2 mi sono alzata qualcosa mi ha aveva svegliato sono andata a vedere dove di solito dormiva e non c'era ma ho sentito un gelo me ne sono tornata a letto pensando che sicuramente era dentro l'armadio dove aveva una cuccia e il pomeriggio ogni tanto andava a dormire..non ho voluto disturbarlo ..ma verso le 5.50 mi sono alzata e sono andata di nuovo in cucina a vedere se c'era e poi la lettiera era pulita e ultimamente era un delirio ..perchè quello che mangiava dopo neanche 4 minuti andava in dissenteria...mi sono decisa di andare nell'armadio ed era li piccolino gia rigido sembra che dormisse ...gli occhietti chiusi mi sono messa a piangere e ho pensato che magari alle due era ancora vivo e potevo stargli vicino in quel momento....e posso sfatare che i gatti si isolano quando sentono la morte il mio chicco è stato con noi fino alla fine...mi sento svuotata mi manca tantissimo era troppo giovane per morire non è giusto----faccio una riflessione adesso che sto leggendo tante storie di persone che hanno perso il loro micio tutte con un filo conduttore il( tumore )ma perchè muiono tutti con malattie e nessuno di vecchia ?

Il mio gatto Noir è arrivato in casa il 9 settembre di un anno fa!! Tutto nero con solo una macchiolina bianca e con 2 occhi verde smeraldo!! Fin da quando era piccolo piccolo ha sempre dormito con me, ma non ai piedi del letto. Dormiva con me sotto le coperte e cacciava la testolina per appoggiarla sul mio braccio.. La mattina l ho sempre fatto uscire per un paio d ore, abito in periferia ed il mio vicino ha un terreno grandissimo con tanti gatti. Noir usciva giocava con gli altri gattini e all ora di pranzo tornava per la sua razione di crocchette, mangiava e stava tutto il giorno con me! è la mia ombra in tutto e per tutto!! Ma ora sto male, è uscito 3 giorni fa ma ancora non ha fatto ritorno.. sono andato ovunque per cercarlo ma nulla,sembra scomparso nel nulla!! Lo so che sono solo 3 giorni che manca ma pur avendo 20 anni queste ultime sere nel letto penso a lui è che non è li con me, e che possa essere al freddo e mi ritrovo a piangere come un bambino!! Mi sento perso senza lui, sembrerà da pazzi ma io gli parlavo e lui mi guardava quasi come se capisse le mie parole! Spero torni presto, perchè sento il bisogno di averlo qui vicino a me ed avere la certezza che stia bene!! Ma io spero comunque che torni presto, i suoi occhi m'infondevano amore e speranza, sentimenti che non lascerò mai andare via!! Noir manchi a tutti, torna presto :(

Ieri sono stati due mesi che la mia Bianca se n'è andata per ub fibrosarcoma. Aveva sedici anni e mezzo. E sono due mesi che piango, nascostamente perché gli altri non capiscono, solo voi potete capire il vuoto, il dolore, il rimpianto che rimangono quando il nostro amico se ne va. Lei era stata abbandonata, l'ho portata a casa che stava sul palmo di una mano e l'ho amata come e forse più di un figlio. Lei mi correva incontro miagolando quando rientravo a casa e quando sentiva che mi alzavo al mattino. Quando mi mettevo a lavorare al computer lei si accovacciava davanti al vide e si alzava solo quando mi alzavo io. La sera mi accompagnava a letto e stava per un po' accovacciata sopra la mia pancia a fare le fusa. Sono stati anni meravigliosi con lei e Dio solo sa cosa pagherei per averla ancora qui. Non l'ho fatta operare anche se il veterinario spingeva per l'intervento. A parte il fatto dell'età, avevo paura che non potesse farcela perché nella sua vita era stata già anestetizzata due volte e per tutte e due le volte ha sempre faticato a riprendersi tanto che le è stato dato l'ossigeno e inoltre non tollerava gli antibiotici, stava malissimo quando le venivano somministrati tant'è che io ho deciso che non glieli avrei più dati. Vada come vada, mi sono detta e così l'ho accompagnata fino alla fine. Era la solita gatta di sempre, mangiava, saltava, miagolava, salutava, insomma tutto normale fino a un giorno prima. Poi una notte si è accovacciata in bagno e non si è più rialzata. Il mattino era ancora viva, anche se respirava a fatica, l'ho accarezzata e lei ha cercato di alzarsi, ma le zampe non l'hanno sostenuta. Allora me ne sono andata per evitare che si sforzasse. Dopo poco sono tornata e lei se n'era andata. E mi sono maledetta per non esserle rimasta accanto negli ultimi istanti. Questa è la cosa che mi fa soffrire di più: fosse toccato a me lei non mi avrebbe abbandonato. E continuo a piangere, non ho mai pianto così nemmeno per le persone.

Mai una previsione di morte è stata così precisa...ieri ho dovuto far sopprimere Bronco, il mio piccolo grande amico. La veterinaria doveva arrivare a casa mia alle 8, avevo deciso di farlo spegnere sulla sua copertina, a casa sua, non in un freddo ambulatorio. Fino alle 2 di notte ero riuscito a guardarlo ed accarezzarlo, prima di piombare in un sonno profondo. Avrei voluto stare sveglio accanto a lui fino all' ultimo...alle 7 avevo puntato la sveglia, per prenderlo in braccio e guardare l' ultima alba insieme...non riusciva più a stare in piedi, pochi passi e cadeva...e poi mi guardava fisso negli occhi e mi chiedo cosa voleva esprimere, che cosa provava...le ultime fusa...poi il citofono...ho parlato con la veterinaria per sincerarmi che fosse la decisione giusta...purtroppo lo era, Bronco non ce la faceva più. Mentre da sdraiato gli tenevo la testolina tra le mani, mi guardava negli occhi senza fare un movimento...e poi quell' urlo per l' intramuscolare in muscoli ormai inesistenti...tutte le sue energie e quell' ultimo urlo come ricordo, dopo l' iniezione di anestetico che non era possibile via endovenosa...gli occhi sempre aperti..."Si addormenterà totalmente in massimo 10 minuti", queste le parole della veterinaria che ho sentito quasi come un' eco lontana...poi tanto silenzio...e non so quando Bronco ha smesso di vedermi con quanto amore e dolore lo osservavo, perchè non ha mai chiuso gli occhi...poi l' iniezione della morte ed infine un antispasmo direttamente nei polmoni...è un dolore atroce quello che sento, non si può descrivere...ieri è morto e ancora oggi ho crisi di pianto...nessuno con cui sfogarmi e raccontare...tanti amici per le auto e via dicendo, ma nessuno proprietario di animali in grado di capire davvero e darti una mano...sento la casa vuota e non voglio riempirla mai più della compagnia di nessun altro animale, almeno per ora è questa la certezza che ho in me...non ho appetito, mi guardo intorno e mi sembra tutto banale, anche quello che di solito poteva suscitare in me qualche interesse...se qualcuno sta o starà mai come me adesso, voglio che sappia che non è solo, che siamo in tanti a capire cosa si prova nel perdere un piccolo grande vero amico. Non voglio più provare una sofferenza così, mai più...sarà sbagliato ma preferisco non amare. Spero solo che oltre i nostri corpi esista quel qualcosa tanto decantato da tante religioni e di ritrovare il mio amico per stare a giocare con lui per sempre senza più la paura di separarci nella morte.

...è arrivato per caso da noi...tre anni fà. Un randagetto bianco e nero (più bianco) una sottile striscia sotto il nasino tale da soprannominarlo "Hitlerino"! Ma lui è Biancone. Si: un micetto tranquillo tranquillo. All'inizio non era molto benvoluto, soprattutto dalle mie due gatte (sterilizzate) e da alcuni gattini di passaggio che frequentano il mio terrazzo. Alcuni sono di proprietà dei vicini. Ma con la sua calma, dolcezza e tenerezza alla fine si è imposto nelle nostre vite. Biancone verso Natale ha cominciato a dimagrire. Poi è iniziata la stagione degli amori, alla quale lui sembrava indifferente. Verso la metà di marzo un mercoledì si è allontanato: non lo aveva mai, mai fatto! Ormai lo avevo dato per spacciato quando quindici giorni dopo è ricomparso in condizioni pietose...! Ci guardava; è tornato con la forza della disperazione. Era ultramagrissimo, aveva cattivo odore e la bocca un disastro. Il pomeriggio lo abbiamo portato dalla nostra veterinaria. Ci ha detto che non era da escludere fosse rimasto imprigionato da qualche parte e rimasto per giorni senza cibo e acqua. Tuttavia non ha escluso patologie più serie...
Lo abbiamo curato con antibiotici, antinfiammatori, flebo, vitamine e cibi liquidi. Ha cominciato a migliorare anche perché grazie al Cielo, ha ripreso a mangiare e bere. Ha cominciato pure ad uscire un pò. Si mette al sole sul mio terrazzo, si fa qualche passeggiata.
Però ancora è convalescente...debole e magro. Lo coccoliamo: lui ci guarda con i suoi occhietti e avvicina il suo musetto come a dire:"Grazie..."
Stanotte all'una e mezzo ha miagolato. Mi chiamava perché voleva uscire. Io sempre un pò restìa poiché non stà in forma...ma voleva andare. Ieri sera non si è sentito bene ed ha rimesso sul pavimento...
Cmq è uscito. Lo stò ancora aspettando...Manca da più di dodici ore ormai e non sò dove sia...Temo il peggio. Forse come qualcuno di voi ha detto...ha scelto con dignità che è giunto il suo momento...! Io spero tanto di no. Ancora lo aspetto. Aspetto che torni. soprattutto spero... Dai Biancone: torna a casa tua! A tutti quelli che si domandano se è normale soffrire per un animale: si! Si soffre anche per queste creature che sanno solo darci amore e nulla vogliono in cambio!

Biancone non torna...Sono quasi quarantott'ore che manca da casa...Un micino dolcissimo, forse non proprio giovane, ma gli voglio bene. Lo stavamo curando. Stà male...ma l'istinto è prevalso sopra ogni cosa. Temo il peggio ormai...Ancora spero però. Spero...Io son qua! Torna a casa micetto: ti aspettiamo!

Alle 11,30 circa di Martedì 25 Febbraio prendo Cocchino dal lavello della cucina dove ultimamente si rifugia per la notte e lo porto nella mia stanza, sopra l'asciugamano bianco.
Convinto di potergli dare una delle sue amate caramelline, improvvisamente viene percorso da un conato di vomito e rigurgita un po' di cibo sull'asciugamano.
Lo metto giù, episodi di vomito li ho già visti in queste ultime settimane, lui corre verso le cassette ma vomita di nuovo poco dopo la porta. Questa volta c'è più materiale, lo raccolgo mentre lui si infila nella cassetta igienica. Sento che vomita qualcosa anche lì dentro, mi fa tenerezza. Poi esce e scappa verso il suo secondo rifugio, la borsa verde azzurra nell'angolo della sala sotto il tavolo.
Lo lascio lì un po', il tempo di mettere a lavare l'asciugamano e credo anche di aver mangiato qualcosa. Poi vado a controllarlo e lo vedo più ispido del solito, che tenta di stare in piedi senza riuscirci. Credo siano più o meno le 12.30 quando decido di portarmelo con tutta la borsa sulla mia scrivania, ho già fatto in questi ultimi giorni e voglio che mi senta vicino, voglio poter tenergli una mano sotto il muso o sulle zampe, come piace a lui. Fa le fusa, come sempre.
Passa un'ora credo, più o meno, vedo che ogni tanto cerca di alzarsi senza fortuna e che ha uno sguardo poco rassicurante. Capisco che non sta per nulla bene, cerco di guardarlo sollevandolo un po'. Quello che vedo non mi piace per niente, lo tiro fuori dalla borsa e lo adagio, ora c'è la sua copertina di lana sulla scrivania. Non si regge in piedi. Lo sistemo meglio su un fianco che non cada e volo a prendere le gocce di Angel's Trumpet e
con le mani tremanti preparo una soluzione di escolzia. E' lì da giorni, mi rendo conto che è il momento di usarla. Lo sollevo in piedi, gli faccio mandar giù le gocce e mezza siringa di acqua con l'escolzia. Mi guarda smarrito, sento l'acqua gorgogliare nel suo stomachino, lo rimetto giù.
Fa ancora le fusa.
Verso le 14.00 smette di farle, si lamenta con dei mugolii sordi senza aprire la bocca. Tento di coprirlo con la felpa grigia ma la scalcia via come può, lo assecondo togliendola. Lo accarezzo piano e gli parlo dolcemente nell'orecchio.. mi risponde mugolando ha gli occhi fissi nel vuoto. Gli dico di lasciarsi andare, di non fare resistenza, che io sono lì con lui. Lo accarezzo piano, mi viene da piangere.
Rimango lì, con lui, cerco di distrarmi facendo qualcosa al computer, ogni tanto emette dei rantoli. Gli faccio sentire un po' di musica, a basso volume, cerco di tranquillizzarlo ancora.
Alle 15.43 gli guardo gli occhi.. e mi coglie un tremendo sconforto. Le pupille hanno cominciato a ricoprirsi di una patina che conosco fin troppo bene, è il preludio della morte.
Non hanno più idratazione, cerco di muovergli le palpebre ma la situazione non migliora. Sono disperato e assolutamente impreparato a quel precipitare inarrestabile di eventi senza ritorno.
Alle 15.45 chiamo Sandra a tutti e due i telefoni ma non risponde. Un suo breve messaggio mi informa che sta tenendo un corso e non può rispondermi.
Recupero in internet il numero della Cooperativa che si occupa della cremazione animali, trattenendo a stento il pianto chiedo informazioni spiegando che il gatto sta entrando in agonia e che probabilmente domani non ci sarà più. Mi dice che fino a Venerdì non ha posto ma che può accoglierlo nell'eventualità. Non crede che il gatto muoia così in fretta ma aggiunge di chiamarlo nel caso, che è reperibile fino a sera per ogni evenienza.
Alle 16.00 circa è scosso da convulsioni diffuse, tento di placarlo per quanto possibile. Durano una ventina di secondi, poi il respiro si fa soffocato e distanziato ma regolare. Gli sollevo la testolina per agevolarlo nel respiro e gli arrotolo sotto un po' di copertina. E' in coma, la testa abbandonata i suoi respiri sono dei singulti strazianti, ancor più terribili per la regolarità precisa. Respirerà così ancora per due ore e mezzo.
Mi è ancor più desolatamente chiaro che, per quanto mi aspettassi di lasciarlo prima o poi, non sono assolutamente preparato a farlo ora, in questo modo. L'ineluttabile mi travolge e mille pensieri vagano in considerazioni prive di nesso logico. Mi vene in mente di tutto, se mi perdona per
non essere stato presente tutte le volte che lui invece lo è stato con me, se l'ho trattato male qualche volta, accidenti, se l'ho sgridato, se l'ho mandato via. Se mi perdonerà per tutto questo, se le volte che l'ho stretto gli basteranno, se ha preso i miei bacetti sul naso con pazienza o fastidio. Se era felice tutte le volte che lo ho accolto sotto le coperte e quando giocavo con lui con la matita o con altri oggetti, mi ricordo che gli piacevano le piume. Se gli ho dato il suo biscotto sempre, ben inzuppato nella tisana, se ha avuto abbastanza caramelle. Non lo so, non so niente.
Lo copro, ora sì, con la felpa, mi pare che abbia freddo. Alle 17.30 riesco a parlare con Sandra ma è una telefonata ormai disperata, una comunicazione che non ha più speranza di cambiare gli eventi. Coccolino, il mio Coccolino sta morendo.
Non so che fare. Sono qui con lui, resto lì in una totale impotenza mentre ascolto i rantoli regolari. C'è ancora lo spazio per un'altra telefonata di Sandra alle 18 e qualche minuto. Alle 18.24 il respiro non si presenta all'appuntamento. I secondi passano e il respiro tarda. Cerco il
cuoricino e non lo sento più. Sento invece un fremito che gli percorre il mantello e forse mi pare di sentire un flebile rumore di fusa.. non lo so, non ne sono sicuro del tutto. Nella mia disperazione Cocchino muore, alle 18.24 del 25 Febbraio 2014.
Cerco qualcosa su cui posare lo sguardo ma tutto mi sembra ostile e tagliente, vorrei muovermi, andare di là, che ne so, in bagno o da qualche altra parte. Non ce la faccio. Esco comunque dalla stanza, mi siedo sul divano, cerco lo sguardo degli altri due gatti che sono spariti dalla circolazione.
Chiamo Sandra lacerato dal dolore per dirglielo. Ci sono alcune telefonate interrotte nel dolore. Poi sistemo di là, sul mobile bianco la felpa grigia e torno per raccoglierlo con cura. La testolina gli penzola male e non voglio sia così, mi affretto a depositarlo sul mobile. Gli pulisco il sederino anche se non è sporco, lo voglio bellissimo com'è sempre stato. Prendo la spazzola e lo pettino da tutte e due le parti, gli chiudo gli occhi, gli asciugo la bocca. Ho il ricordo improvviso di tutte le volte che mi leccava la faccia, qualunque alito avesse, lo ha fatto fino agli ultimi giorni, non sapevamo resistere.
Alle 19.04 riesco a richiamare la persona del servizio cremazione, lo informo del decesso. Mi dice che se l'indomani glielo porto presto trova il modo di procedere subito. Mi informa dei costi, dico che va bene. Chiedo dove lo posso mettere, un sacco sembra la soluzione migliore. Ma non ce la faccio. Scendo in garage e trovo una scatola bassa e larga, la prendo. Torno in casa e ci metto sotto il tappeto verde del bagno, quello che non usiamo più da tempo. Fodero la scatola e delicatamente lo adagio all'interno. Sembra dormire ora. Lo copro con una mia vecchia canotta bianca. Addio tesoro.
Avevamo stretto un patto: mi avevi promesso che non mi avresti fatto decidere sulla tua vita e io ti avevo giurato che non ti avrei ucciso. Sei stato di parola. Forse anche di più. Mi hai concesso l'immenso privilegio di accompagnarti nelle tue ultime ore di vita. Spero di aver fatto bene, ho fatto come meglio potevo. Ho avuto la fortuna e la grazia di poter essere lì con te, accarezzarti e prendermi cura di te per tutte le volte che lo avevi fatto tu, scaldando le mie notti, combattendo i miei malanni, giocando con me, saltandomi sulle spalle al mio arrivo.
Parlandomi nel tuo linguaggio chiaro, custodendo i miei segreti, quello che mi sapevi vedere dentro. Mostrandomi la tua gelosia senza capire bene fino in fondo, o forse sì, la mia appartenenza. Dicevo il mio gatto, ma è stata una mia illusione. Era più vero il contrario e ora lo so fin troppo bene.
Corri ora, e trascina l'arcobaleno, ma anche così, io, non potrò lasciarti, mai...

C'è un aggiornamento che riguarda il mio micetto Biancone. Purtroppo non c'è più...Non è più con noi...Non è più con me. Lui era tornato nel tardo pomeriggio di Venerdì Santo. Immaginate la mia gioia quando l'ho rivisto sul mio terrazzo! Io non ero in casa. Ma quando sono tornata, mentre aprivo il portone, l'ho visto lì...accovacciato alla mia portafinestra. Mi sono precipitata per aprirgli e farlo entrare. Ho provato una felicità indescrivibile! Non stava male come la prima volta, ma certamente non era in forma. Si è fatto cococlare un attimo; poi è andato a riposare in camera sulla sua copertina. Era davvero debole... Io l'ho lasciato stare per non disturbarlo. La mattina successiva ho ripreso le cure, ma lui non mangiava. Verso sera di quel sabato molto piovoso, Biancone è peggiorato...Lo vedevo che non stava bene; dovevo riportarlo dalla mia Veterinaria per il controllo...Non ho fatto in tempo. Il mio bel micetto forse era tornato perché sentiva che la Morte lo stava chiamando e probabilmente non voleva stare da solo. Sapeva che sarei stata accanto lui fino all'ultimo...Così è stato.
Ha scelto la Domenica di Pasqua per andarsene, per dirmi addio. Quella mattina le sue condizioni sono notevolmente peggiorate. Tra mezzogiorno e mezzogiorno e mezza è spirato. L'ho visto esalare gli ultimi respiri...l'ho sentito emettere l'ultimo miagolìo straziante. Gli tenevo le zampette, mentre cercavo di soffocare tutto il mio pianto e la mia disperazione. Non appena ho sentito il suo cuoricino oramai fermo, mi sono lasciata andare. Non ce l'ho fatta...non potevo ignorare il mio dolore. La Pasqua più brutta e triste della mia vita. Ho tentato di consolarmi sapendo che Biancone non avrebbe più sofferto, ma non ci riuscivo. La sofferenza sua, in quel momento era diventata la mia. Mi mancava già terribilmente...
Sono passati svariati giorni ma il mio dispiacere ancora non si attenua. Cerco sempre di non pensarci, ma ogni cosa mi parla di lui...
Credo di non essere stata mai così male, nemmeno per un essere umano. Queste piccole e dolci Creature, possiedono una meravigliosa magia che ha il potere di avvolgerti in modo stupefacente; ma solo chi ha una grande sensibilità riesce a capire e comprendere.
Spero davvero che ora dovunque si trovi, stia bene. Magari proprio là...sul bellissimo Ponte dell'Arcobaleno. Voglio dirti "arrivederci" piccolo Biancone e non addio. Sii tanto felice...

Salve a tutti stasera é morta la mia gatta di 5 anni ne ho un altro di sette ,sono completamente addolorata e scioccata perché nel giro di due giorni se n'è andata non aveva dato segni così gravi che stava male solo ultimamente stava vomitando liquido giallo ma non lo faceva sempre e il bello é che era vispa e giocherellona fino all'ultimo tranne ieri che si é aggravata ,il veterinario ci ha detto che ha avuto un infezione che gli bloccato gli organi interni in particolare i reniil giorno prima gli aveva fatto la flebo e due punture il veterinario ma il giorno dopo quando gliela abbiamo portata era peggiorata perché l'aveva pesata ed era dimagrita molto e ci ha detto che non c'era più niente da fare l'abbiamo per forza dovuta abbattere perché ci ha detto che tanto sarebbe morta di li a poco e per noi sarebbe stato peggio,sono anche preuccupata perché il mio gatto che mi é rimasto adesso é solo ed erano con lei diventati ottimi amici erano come fratello e sorella spero che non si deprima.Io sto molto giù anche perché non me lo aspettavo é successo tutto troppo in fretta ,cerco di nn farmi vedere triste davanti a lui e adesso sono ancora più preuccupata per lui e per la sua salute.Ho letto le vostre storie e sono vicina a tutti voi nel dolore che ha colpito anche me.

Sto male la mia gatta è morta du e anni fa il vete ha sbagliato duagnosi e in poche parole me l ha uccisa. La odio vorrei che momi tornasse l ho vista deperire ed e morta in casa qdo nn cx ero l ho trovata nl pome tornando dall uni stesa in un angolo rigida e nn l ho salutata bene. Lei si era cme se avesse la sensazione di dover andare via ma nn sapeva dove.. mi sento in colpa. Ora è sepolta in giardino e stoale ogni giorno.vorrei un altra gatta ma nn so. Vorrei poter aiutare una micia in difficolta vorrei farlo x lei ma nn so dove cercarlo. Da noi in svizzera i gatti sranno bene. Anche nwi gattili sno dei re. Conoscete a milano dve si puo salvare un gatto sfortunato?

Per anni ho avuto un gatto che ha seguito la mia vita, ci tenevo tanto a lui. I suoi occhi gialli e profondi mi consolavano quando io stavo male per qualsiasi cosa. E' stato l'unico gatto che ha visto una parte importante della mia infanzia.
Di solito prendeva l'abitudine di uscire di casa e fare i bisogni in un terreno e ritornava quasi subito a casa.
Ma un giorno è uscito di casa e non è più tornato.
Mi manca da morire ancora oggi dalla sua scomparsa.
Da qualche anno io e mamma abbiamo avuto un gatto che un po' mi faceva ricordare il mio vecchio gatto. Anche se era un po' ribelle si rendeva speciale. Anche lui usciva sempre, ma vedeva di ritornare sempre presto. Alcune volte usciva di sera e tornava il giorno dopo.
La cosa davvero bella di questo gatto è che ci aspettava tornare da scuola e da lavoro nell'ora di pranzo: se ne stava buono davanti alla porta, ignorando i perfidi vicini.
Un po' tutti gli animali sono speciali, unici e con una sensibilità migliore della nostra.
Quando a volte non c'ero io a casa stava vicino a mia madre, non la lasciava mai sola. Sapeva della sua natura, la sordità dalla nascita.
Quando non c'ero io e come se la accudiva lui.
Se ne stava spesso acciambellato sullo stesso divano dove riposava papà. Si metteva lì buono e tranquillo mentre mia madre sbucciava fagiolini per la cena della stessa sera.
Ieri, domenica 22 giugno 2014 è un giorno che vorrei dimenticare per sempre.
Avevo promesso a me stesso di non affezionarmi più agli animali, ma con lui era ormai tardi.
E' la prima domenica della mia vita che mi sveglio con un trauma che forse non riuscirà a strappare dai miei pensieri, tanto che mi ha fatto ricordare quando ho perso mio padre.
Dalla finestra della mia camera ho sentito i miei vicini che hanno trovato un gatto. Ho sentito il mio nome, e sapendo che il gatto era mio, hanno preferito non dirmi nulla per cattiveria (Purtroppo sono capitato nel posto sbagliato dove non apprezzano molto i gatti e non fanno altro che buttare fango su chiunque. Serpeggiano e criticano in modo spietato).
Con tutto me stesso, in quel momento non volevo affatto credere che era mio quel gatto sdraiato per terra per strada. Il suo manto grigio era simile al colore all'asfalto. Il mio cuore si era spaccato in due e lo stomaco contorceva dal dolore.
Ho svegliato mia madre e siamo usciti per strada. Lui era sanissimo, ma con gli occhi ancora aperti. Il suo corpo era ancora caldo: sicuramente era morto un momento prima che io venissi a sapere della sua morte.
Ero disperato, mi sono buttato in ginocchio di fronte a quel piccolo corpo innocente. Non potevo fare altro che urlare contro i miei vicini e loro si sono limitati a guardarmi e alcuni, purtroppo, anche a sghignazzare dietro una mano. Qualche vecchia bastarda.
Siamo davvero così insensibili di fronte agli animali e non ci rendiamo conto di che bestie siamo.
Gli animali hanno una sensibilità più sviluppata della nostra. Noi siamo soltanto delle marionette senza anima.
Con tutto me stesso volevo sapere la verità e nessuno mi ha detto nulla, tranne che lo hanno trovato lì, a canto alla loro macchina.
Ho fatto il possibile per svegliarlo. Non potevo crederci.
Mia madre era disperatissima e non l'ho mai vista piangere in quel modo da quando è morto mio padre.
Nessuna goccia di sangue, nessuna ferita, solo una bava gialla che gli usciva dalla bocca e al mio arrivo continuava a scorrere. Il suo corpo era caldo e i suoi muscoli erano ancora morbidi.
Sono rimasto vicino al suo corpo lì in quella strada maledetta e le persone guardavano la nostra disperazione, qualcuno si è avvicinato dispiaciuto quasi condividendo il nostro dolore.
Alcune auto volevano passare, ma vedendomi lì in ginocchio silenzioso di fronte a quel corpo, hanno preferito girare per un'altra traversa.
Ora l'ho seppellito in un terreno a quattro passi da casa, un terreno che ho scavato con le mie dita.
Non so voi, ma il mondo non ha alcun senso se resta nelle nostre mani per l'eternità.
Non so cosa gli è successo e non riesco a darmi pace. Fatto sta che qualsiasi cosa sia accaduta non mi riporterà mai indietro il mio, il nostro, Sasso. Il gatto dal manto grigio dagli occhi innocenti.

Quante storie che ho letto, tutte tristi ma piene di amore per i nostri compagni di viaggio chiamato Vita...da ieri è sparita PIMPA, la mia sorellina pelosa di 14 anni ... ed io a 38 anni sto piangendo come un bambino!

In questo momento, dopo 22 anni e mezzo la Pulce, il nostro gatto nero con gli occhioni verdi-gialli si sta spegnendo..... Cara Pulce ti ringrazio per tutto l'affetto e la gioia di vivere che ci hai dato con la tua preziosa e indispensabile compagnia......... Hai visto nascere, crescere i nostri due figli. Hai avuto tatnta pazienza con loro, soprattutto quando erano piccoli. Ciao Pulce

sta mattina mi sono svegliata come al solito e mia madre con le lacrime sui occhi ha detto che il mio gattino e morto aveva 5 mesi mia madre ha detto che era appoggiato vicino alla ciotola da mangiare mi sono spaventata pensavo che era un scherzo ancora mo spero che e vivo era una gattina davvero speciale x me e nn si sa xke e morta forse un colpo al cuore xke questa notte sparavano i fuochi d artificio Vi dico una cosa se avete un animale a casa prendetevene cura. dei vostri animali. amateli dateli tutto l amore che meritano io nn ho potuto fare questo ma spero che sta bene e mi perdonera x tutte le volte che gli ho fatto male

Oppure semplicemente un gatto si allontana, forse si perde, ma trova comunque un posto dove mangiare, come il retro di un ristorante.
E' il mio caso.
Oggi vado a vedere con i miei occhi se è proprio lui, se da me si fa prendere, o mi sgraffia come con mio padre che ha cercato di prenderlo, se si ricorda almento un po' oppure se 10 mesi sono bastati a far dimenticare tutto, ad un gatto che allora aveva 2 anni e due mesi ed ora ne ha più di tre.
Spero di vederlo. Spero che torni a ricordarsi di noi. E' praticamente randagio.

Il mio Orazio è fuori casa ormai da tre giorni e chissà perchè sono convinta che non torni più, che sia andato a morire lontano.
Sono ormai 11 anni che era con me, è sempre vissuto in appartamento, circa un anno fa abbiamo scelto di vivere in campagna e lui ha incominciato ad uscire, andare a zonzo, ma è sempre rientrato. L'altro ieri invece, nonostante il temporale, il vento è uscito, per non fare più rientro. L'ho cercato invano per due giorni e due notti.....niente.
Ho il magone mentre scrivo, mi manca terribilmente. Ultimamente era dimagrito visibilmente, ma tutti dicevano che "mangia lucertole", forse ho sottovalutato il forte dimagrimento, avrei dovuto portarlo dal veterinario; non so darmi pace!!!
Ciao Orazio, vola ora sul ponte dell'arcobaleno, un giorno ci rincontreremo, sarai sempre nel mio cuore.

la mia meraviglia se n'è andata dopo 14 anni....una patologia subdola,che ha iniziato a dare i segni gli ultimi giorni,una cardiopatia restrittiva al miocardio,ormai con versamento pleurico e edema polmonare...stò piangendo tutte le lacrime del mondo,nessuno potrà mai sostituirla,lei era unica e rimarrà sempre nel mio cuore,non voglio raccontare gli ultimi giorni,è successo nel giro di una settimana,ed è andata bene così,perchè col carattere sensibile che ho sarei stata male all'inverosimile,mi consolo pensando che la sofferenza non si è protratta a lungo,ma mi manca da morire,la casa mi parla di lei,e senza lei è fredda e vuota

...che dire...è qui che mi guarda e vuole le mie coccole... ho scritto un pezzo per chitarra per la mia gattina .. ma credo che non riusciro a suonarlo per un bel po.senza il magone- oggi il veterin mi ha detto che devo decidermi siamo quasi alla fine dopo 4 mesi di questo brutto male che ha. ma come faccio?? qual è la decisione giusta?? morirà di di fame qui con me o guardandomi l ultima volta , con una puntura??' nonn posso pensarci... e scrivo qui perché so che tutti voi capite... non credevo davvero si potesse amare cosi una gatta..non ero preparato... mi ha scelto 9 anni fa e non sono riuscito a dire di no.. ed è venuta a casa con me. fuori e dentro continuamente ma alla sera sempre vicino a me sul lettone.. ma da dove vengono i gatti??? sono angioletti custodi?? comincio a pensarlo seriamente. è crudele pero' come riusciamo ad amarli e poi a dovercene separare cosi senza poter fare nulla. non posso pensare a come sarà poi...e non posso pensare di sostituire il suo amore ed il mio per lei con un altro animale. sono unici ed ogni gatto sceglie il proprio umano.come si fa a superare tutto questo??'
grazie amici

2giorni fa é sparita la mia gattina di 8 mesi. una settimana fa aveva subito l'intervento di sterilizzazione.. é uscita in cortile intorno alle 16 e alle 17 era gia scommparsa...... direi nel nulla...... ho subito iniziato le ricerche, non sto a dire quante volte mi sono girata il quartiere e le altre possibili zone del paese.... ormai é la 3 notte ke passa fuori e io sono a pezzi.. era una gattina casalinga, mi seguiva ovunque e ci volevamo un bene dell anima. sto soffrendo come un cane.. non torna, nn so dové finita..... pure i miei genitori sono dispersti.... a casa mia nn si mangia e nn si dorme piu.. riesco solo a piangere e a ricordare quanto é stata speciale.. spero solo che sia stata presa da persone che la amino almeno come noi...... e che stia bene circondata dai bimbi.... io la speranza nn la voglio perdere.. spero che un giorno torni da noi lo spero piu di qualsiasi cosa..... solo chi ha provato una simile tragedia puo capire quanto sto soffrendo.. ti amiamo tanto caramella, torna a casa..... ti prego

Ieri abbiamo dovuto saluatre per sempre Yado il nostro gattino nero di quasi 5 anni, aveva l'insufficienza renale e in 3 settimane se ne è andato, la sua sorellina Haruko (anche lei nera) lo cerca disperatamente, Manca da morire, anche se la notte prima aveva vomitato sangue e sapevamo che era alle ultime ore di vita abbiamo faticato a prendere quella decisione....Ora so che dove è andato sta bene ma il momento più difficile è stato lasciare il manico del trasportino in mano alla veterinaria Ciao Yado Buon viaggio Non ti dimenticheremo mai

Ciao Yado, sii felice al ponte dell'arcobaleno, non ti dimenticherò mai un forte abbraccio dalla tua sorellina Haruko

Sono qui, distesa sul divano dove dormo da giorni. La mia piccolina è sulla poltrona accanto a me, stremata dall'attacco di vomito che ha avuto poco fa. Ogni tanto accendo la torcia del telefonino per vedere se respira. A novembre il vet. ha detto che i reni ormai erano alla fine e che, anche se il suo spirito era ancora vitale, il corpo non la sosteneva. 19 anni di vita per un gatto venuto dalla colonia e trapiantato nel nostro giardino/veranda sono comunque molti. Lui si era arreso e non mi ha permesso di fare ulteriori cure al mio amore che, comunque è arrivata fino ad oggi! Ma adesso non c'è la fa più! Dopo una grossa crisi a Natale adesso mi sta lasciando, e io non c'è la faccio a lasciarla andare! Non voglio lasciarla neanche un minuto e, quando devo uscire per forza, cammino per la strada piangendo. Lo so che non è giusto e che questo non l'aiuta. Oggi sarà un altro giorno difficile, se uscirà il sole la porterò fuori, tra le sue amate piante. Spero che mi lasci così, addormentandosi per sempre, perché domani non chiederò al vet di farle ancora flebo, spero di avere la forza di accompagnarla al ponte arcobaleno.

Chiedo aiuto
il mio gattino è morto investito non mi do pace!!mi sento in colpa per non averlo castrato magari avrei potuto evitare che attraversasse la strada....Tutti mi dicono che è il destino che me l ha portato via..... non riesco ad accettarlo

Che bella cosa aver scovato questo angolo dove si possono versare calde lacrime di dolor-gatto senza affrontare sguardi di compatimento. Parto dalla notizia: la piccola Pitti, neanche tre anni, angelo che era entrato nella mia vita a forza senza che nessuno si fosse sognato d'invitarla, se n'è andata. Sabato pomeriggio, nella casa delle vacanze dov'era nata, è stata investita sulla strada. L'abbiamo trovata al rientro, verso le 14,30, mancavamo da casa dalle 12,15.Sembrava un sacchetto nero appoggiato al marciapiede invece era la mia bambina colpita alla testa (un'auto? una moto? di certo qualcuno che non ha avuto neanche il cuore di portarla via dalla strada), aveva gli occhi fissi e spalancati, rigida. Per quanto tempo vivrò, ricorderà questa scena: Luca che urla e corre a raccoglierla, io che mi butto per terra per assenza di forza e coraggio e spero che mi dica <è viva, è solo ferita>, invece sento singhiozzi che non voglio ascoltare. Siccome tutti capite di cosa parlo, diciamo che abbiamo una lingua abbastanza comune, non voglio spiegarvi come si può morire dentro in un secondo anche da uomini adulti e fatti che ne hanno già vissute di ogni colore.
Qualcuno sopra scriveva che si tratta di angeli custodi, e non c'è definizione più giusta per la piccola pelosetta, la stella di casa. Se avete pazienza, vi racconto in sintesi la sua storia. Nel mio giardino della casa di vacanza un giorno è comparsa una bellissima gatta con due cuccioli al seguito. Capita, ma io non avevo alcun amore per il mondo felino, mai posseduto un gatto. Sono un asmatico con allergia grave al pelo del gatto, ricordo il dolore quando il mio compagno di banco delle elementari era stato spostato su richiesta del mio medico: aveva un gatto, forse i peli restavano sul maglione con cui veniva a scuola e a me veniva il broncospasmo. Giusto per spiegare quanto distanti fossero da me i mici e il loro mondo.Ai due cuccioli presto se ne sono aggiusti altri quattro di una seconda cucciolata. Abbiamo iniziato, nei fine settimana in cui eravamo lì, a dargli da mangiare. Una felicità, una tribù miagolante e allegra. Poi è iniziata la terribile decimazione. Prima la mamma, avvelenata. Poi la cucciola grande, investita. Poi tre cuccioli piccoli, due investiti, uno sbranato dai due cani del vicino. Sono rimasti in due: Gigio, una dei cuccioli grandi, assurto al ruolo di babbo, e la piccola Pitti: la più scontrosa, la meno bella. Sembravano due innamorati e al quel punto non c'era già più storia. Abbiamo approntato una cuccia sotto il balcone, il cibo lo facevamo mettere tutti i giorni da parenti e amici anche in nostra assenza. Finché una mattina non si scopre che Gigio è in agonia: gli avevano dato del veleno per lumache. Una veterinaria amica ha tentato di salvarlo con le flebo ma non ha resistito. Pitti nel frattempo è sparita. Tutto questo l'ho vissuto a distanza, legato al lavoro a 300 chilometri. Il giorno dopo di notte siamo partiti: siamo arrivati a casa che era l'una del mattino, di Pitti nessuna traccia. Finché dall'alto di una palma non è arrivato un lamento flebile: era lei, forse terrorizzata dalla morte del suo fratellino del cuore, che aveva cercato rifugio in alto e non sapeva più scendere. E' riuscita ad arrivare a terra fra mille rimbalzi, di foglia in foglia, caduta finale dentro il cassonetto e poi la fuga. Si è nascosta sotto una macchina e si è fatta avvicinare solo da me: Alla fine mi è venuta fra le mani e mi sono sentito obbligato a darle ricovero in casa. Il giorno dopo la veterinaria ha confermato: non ha mangiato veleno, è solo terrorizzata. Le vacanze sono finite. Dilemma: che fare di Pitti? A casa di un asmatico ovviamente non può vivere. Per fortuna c'è un'alternativa: andrà nella casa vuota di Luca dove c'è anche un giardinetto e io inizio i tour quotidiani, due volte al giorno minimo, per dar da mangiare, giocare, farla uscire in giardino e poi rientrare. Cerco di farvela breve: nell'arco di qualche mese causa necessità ( la casa dev'essere ristrutturata) decidiamo di giocare il tutto per tutto: proviamo. Pitti arriva a casa, una sorta di loft senza porte con soppalco, che è ottobre. Dopo un'ora, ha già deciso che quella è la sua casa, che il letto può essere anche il suo letto, che il bidet è l'abbeveratoio, che insomma ok.
Quando qualcuno scrive del potere taumaturgico dei gatti, niente è più vero. La mia bambina mi ha immunizzato subito rispetto all'allergia che mi aveva tenuto lontano dai gatti per tutta la vita, mai neanche uno starnuto da quando lei è arrivata a casa. A giugno scorso sono caduto in modo, ospedale, costole doloranti, ospedale e poi rientro a casa. Quel giorno è stata una meraviglia: è salita sul divano di pelle che non le piaceva, ha appoggiato il muso sulla gabbia toracica dolente e così è rimasta. Quel giorno abbiamo pensato che dentro di lei ci fossero le anime di tutti quelli che ci vogliono bene, ma bene davvero, uniti e complici nel portare solo amore. Inutile specificarvi che giorno dopo giorno sono cadute tutte le difese, le regole, le imposizioni. No letto? Sì letto. No pensili di cucina? Sì pensili. No strusciarsi sul viso? Sì viso. Un meraviglioso tran tran casa di campagna (mai libera, sempre al guinzaglio pazientemente accettato in attesa che la recinzione fosse potenziata), casa delle vacanze (l'unico luogo dove usciva da sola, ci sembrava giusto perché lì era nata e quello il luogo che conosceva meglio) e abitazione principale.
Tutto fino a sabato scorso, 14 marzo, pomeriggio maledetto. Qualcuno, un vigliacco a cui auguro cattiva sorte per non aver speso un secondo a mettere al riparo almeno il corpo, me l'ha portata via. Il cuore non ha mai smesso di sanguinare, lo stomaco è chiuso, l'unico conforto è piangere senza vergogna con chiunque mi chieda: perché hai gli occhi gonfi? Non so se esistano ponti dell'arcobaleno, so che la piccola di casa si è portata via il mio cuore e io voglio che lo tenga con sé per sapere quanto amore ha il suo papà per lei e quanto si sente in colpa per averle consentito di scorrazzare in libertà. Soffrivo a farle uscire in giardino ma pensavo fosse giusto lasciarle uno spicchio di libertà, lei nata selvaggia. Amore mio, non smettere di ronfare per me, dormiamo ancora testa a testa, leccami le tempie come facevi all'alba, rotolati sul mio petto per sempre, riposa serena tra noi finché non viene il sole e io ti gratto la pancia morbida. Perdonami se ho sbagliato: ti ho lasciata uscire un paio di giorni al mese per amore e ho fatto un errore colossale. Ma era amore, bambina mia, ti credevo oltre che magica, immortale e saggia e attenta. E amore, oltre che dolore, sarà per sempre. Non mi lasciare, se puoi: io non ti lascio di certo, dobbiamo ancora fare tante cose insieme. La piccolina di casa e i suoi papà

Sono passati 21 giorni da quando il mio Pablo è morto e io con lui....la storia della piccola Pitti è una favola che qualche essere spregevole ha spezzato cosi com è successo al mio cucciolo,al mio cuore....Il senso di colpa tuo, Lorenzo, lo comprendo perfettamente e non mi abbandona...ttutti mi dicono vai avanti ma come si fa...qualcuno mi può aiutare a superare questo momento che credo non si limiterà ad essere tale.Ogni giorno, ogni volta che apro la porta di casa la sorellina del mio Pablo guarda se dietro di me c 'e lui mi strazia il cuore quando mi guarda con quegli occhietti sperduti...

è da ieri intorno alle 13:30 che Gattuso non c'è più. In realtà quel nome era solo di rappresentanza, non l'ha mai conosciuto, perché l'ho sempre chiamato "amore", e ogni volta lui rispondeva con un miao. il mio amore era uno splendido persiano (non di quelli col muso schiacciato) di quasi 12 anni, bianco, con un occhio marrone e uno azzurro, erano la fine del mondo quegli occhi.
È sempre stato sfigato il mio bambolino, 4/5 anni fa, saltando dall'armadio aveva battuto la zampa, lo portammo dal veterinario, il quale disse che non avrebbe più ripreso l'uso completo, si sbagliava. Ogni giorno gli muovevamo la zampina, simulando la camminata, facendogli fare le scale, beh insomma, ripresa completamente. Nel 2012 a seguito di un blocco urinario grave (non cateterizzabile) è stato femminilizzato. Intervento eseguito benissimo, post operatorio curato a casa e ripresa la vita normale. Sono passati 3 anni senza problemi, pensavo che adesso la sua vecchiaia l'avrebbe passata bene, con me. Gli ultimi giorni non riesco a raccontarli nel dettaglio, i ricordi sono a tratti sfocati, so solo che avevo già notato che avesse iniziato a bere tanto e che fosse dimagrito, ignorante riguardo la malattia che se lo stava portando via, ho pensato che fosse per il cibo che gli stavo dando. Ho cambiato dieta, riprendendo delle crocchette bio che sapevo gli piacevano, non le mangia, a volte aveva fatto un po' di capricci andando a rubare la pappa dalla ciotola della mia cagnolina, quindi non mi allarmo subito. il giorno dopo vado a lavoro, al mio rientro non era li a salutarmi, era sul letto, lo chiamo per un po', scende, vedo che stava camminando male (sembrava sbandasse) e da quel momento capisco che non sta bene, inzio a piangere e non ho più smesso fino ad ora (forse, non so stasera quando rientrò a casa). Mi documento su Internet, tutto mi porta alla disfunzione renale. Lo porto dal veterinario il quale fa subito una flebo e prelievo, sarei dovuta tornare il giorno dopo per avere l'esito delle analisi e per rifare la flebo. Il giorno dopo, con le analisi in mano, mi dice "sul lungo termine non è compatibile con la vita", io non volevo ascoltare, mi faccio prescrivere la cura che avrebbe dovuto fare. l'indomani torno per quella che sarebbe stata l'ultima flebo, se non fosse che io, la sera prima, mi ero documentata il più possibile e avevo visto che i primi 3 giorni avrebbe dovuto essere endovenosa 24h, poi per altri 7/10 giorni la sottocutanea, quindi mi dice "vabè, se vuoi continuare a casa male non fa", inutile dire che non mi aveva convinta per niente. Inizio con la cura prescritta, il giorno dopo alla stessa ora gli faccio la sottocutanea, ma sentivo che era un approccio troppo blando per quella situazione disperata come me. Cerco un bravo veterinario e allo stesso tempo mi informo sui farmaci che gli stavo dando, nemmeno quelli (ne il cibo "renal") mi convincevano, ma lui non mi sembrava stesse migliorando, me lo sono portato a lavoro con me in quei giorni, è stato sempre con me, lo vedevo sbandare sempre di più, anche se restava curioso, andando ad esplorare tutto, e restava il mio amore dolce, aggrappandosi alle mie gambe ogni volta che mi chinavo, in ogni caso sapevo che dovevo fare di più, lo porto alla clinica 24h per farlo tenere in degenza. Lo mettono subito sotto flebo e lo lascio li, da solo in quella gabbietta, sembrava mi strappassero il cuore dal petto. L'indomani arrivo proprio quando stavano per fare l'eco, assisto, rene policistico, poco dopo anche fegato e pancreas, mi crolla il mondo addosso. Alla clinica mi fanno capire che non c'è molto da fare, che gli avrebbero dato un giorno in più, ma nel peggiore dei casi avrei dovuto prendere in considerazione l'eutanasia. Mi sono sentita svuotata. Chiamo la sera e nessun miglioramento, non ha mangiato, ha bevuto poco ed è sceso di più in uno stato si torpore. Chiamo la mattina presto e la situazione non è cambiata, la veterinaria di turno mi dice di nuovo quello per cui piango senza respiro da giorni. Mi metto di nuovo alla ricerca, non sapevo più a cosa aggrapparmi, quindi ho chiamato una clinica di Varese che mi sembrava valida, ho spiegato tutto il decorso alla dottoressa, che gentilissima è rimasta al telefono con me per non so quanto tempo, anche se alla fine, con tatto, ha confermato quello che cercavo di evitare a tutti i costi. Mi sono rassegnata in quel momento. Arrivo per il passo delle 12:00, lo prendo in braccio, lo accarezzo, cerco i suoi bellissimi occhi ma non li trovo, li tiene chiusi da giorni. Lo bacio tra le lacrime, sapendo quello che avrei dovuto fare. Lo rimetto nella gabbietta per sistemarla, cambio la traversa, lui pur non riuscendo a camminare, si trascina da me e mi si appoggia su una spalla, sono felice e distrutta al tempo stesso, felice perché continua a darmi il suo amore. Fa uno scatto per cercare di mettersi in piedi per fare pipi, lo sostengo e vedo che non la fa come dovrebbe, è muco (Non mi scuso per "lo schifo" come ho visto altre persone fare in altri racconti, niente di quello che riguardava il mio amore era cosi, nemmeno questo). Corro a cercare il veterinario e mentre lo aspetto guardo il mio piccolino, gli prendo il musino dolce fra le mani e capisco che non voglio farlo arrivare al punto di morire soffrendo, perché sapevo come sarebbe stata la sua morte, fra spasmi e convulsioni. Avevamo deciso di fare l'eutanasia la sera, a casa, ma avevo la sensazione che non mi avrebbe aspettata, e se lo avessi portato con me, probabilmente si sarebbe lasciato andare, andando incontro a quello che assolutamente non volevo per lui, non se lo meritava. C'ero io li, spero che quello sia stato importante per lui. Ho smesso di piangere e con gli occhi sbarrati ho assistito. Quella che pensavo fosse una carezza da parte del veterinario, era invece un tocco per vedere se i nervi del suo stupendo musino reagivano dopo l'anestesia. Fa l'iniezione. Ausculta il cuoricino e dichiara il decesso. Sto per crollare ma me lo vieto, raccolgo tutte le sue cosine mentre l'amica che era con me (mi sono dimenticata di citarla, anche se probabilmente è l'unica che ha capito davvero il mio lutto, che mi è stata vicina "nel modo giusto" , che ha pianto con me) lo avvolge e lo mette nel suo trasportino. non sono più la stessa, quando non piango sono un corpo vuoto. Lo seppelliamo nel giardino della mia amica, sopra al suo labrador, morto un paio di settimane fa di vecchiaia, per sua fortuna, questo lusso non è toccato al mio amore. Tutto quello che mi circonda non ha importanza, lavoro meccanicamente, mi isolo per non sentire i discorsi delle persone a me vicine, quelle che dovrebbero soffrire con me.

Stanotte ti ho sognato amore, ho sognato che dopo l'eutanasia eri vivo di nuovo, ma stavi male, come gli ultimi giorni in clinica. Spero di aver preso la decisione migliore, adesso ho mille dubbi, mi faccio domande all'infinito, non avrei dovuto lasciarti li? ti sei sentito abbandonato? penso che se non l'avessi fatto non mi sarei perdonata il fatto di non aver tentato tutto, spero tu lo sappia. Ieri sera ho messo in una scatola tutte le tue cose, non riesco a tenerle li, mi fa troppo male, già ti vedo ovunque in casa, vedo il tuo dolce musino fra le mie mani, i tuoi bellissimi occhi che mi guardano. Vivi dentro di me. Vorrei che tu ti aggrappassi ancora a me, come ogni sera, quando mi seguivi in camera e ti mettevi sulla sedia accanto a me, mentre mi cambiavo. Vorrei dire "amore" e sentire la tua risposta. Vorrei avere ancora il tuo nasino che annusa il mio, i tuoi baffetti che mi solleticano il viso. Mi manchi tanto e ti amo da impazzire, eri e sei il mio amore dolce.

La mia Micia è arrivata da noi quasi 14 anni fa. L'abbiamo tolta dalla strada, ma adesso piú che mai sono certa che è stata lei ad aiutare noi, a rendere la mia vita migliore. La mia Micia è l'ultima cosa che mi rimane di mia madre e il senso di perdita, di vuoto e di abbandono è quasi impossibile per me da sostenere, ora che anche lei se ne sta andando. È la mia migliore amica, la mia confidente silenziosa che riesce a farsi capire e a confortarmi anche solo tramite i suoi meravigliosi occhi verdi. E ora che tocca a me essere forte, ora che dovrei essere io a confortarla, non riesco a fare altro che piangere. Non riesco a pensare che non dormirá piú sul mio letto, che non la sentirò piú fare le fusa, che non mi sveglierà piú nel mezzo della notte solo perchè vuole giocare, che non potrò piú lamentarmi di avere i vestiti ricoperti di pelo o che si diverte a passarmi in mezzo ai piedi mentre cammino, rischiando di farmi cadere. E mi sento un'idiota se solo penso che davvero a volte mi sono lamentata di ciò. Che non potrò piú viziare e coccolare quella piccola palla di pelo.
La amo con tutto il mio cuore e vederla dimagrita e sofferente, che mi chiede aiuto con i suoi occhioni tristi, mi dilania. Mi sento del tutto impotente e il senso di colpa non mi fa dormire.
Non so come farò senza di te. Sentirò per sempre la tua mancanza e il mio cuore sarà sempre e solo tuo.E

Dolcissimo questo piccolo angolo, piango insieme a voi e mi commuovo leggendo le vostre dolci storie di amore... anche io, come la maggior parte di voi, nutro verso i mici una passione fortissima, tenendo a loro molto più che agli esseri umani...Oggi è morto tra le mie braccia un cucciolo di appena 3 settimane denutrito e debole; sono stati vani i tentativi di nutrirlo col biberon o aiutarlo a fare le sue poppate... Piango da ore, non riesco a darmi pace pensando "dovevo accorgermene prima, forse dovevo alimentarlo col sondino, scaldarlo di più, etc. etc."... Domani andrò a seppellirlo nel mio giardino insieme agli altri pezzi del mio cuore che mi hanno abbandonato, con l'unica amara consolazione che prima di andare via ha ricevuto coccole e baci a non finire... Un bacio, mia piccola principessa...

Martedi 19/5/2015 DIDI' età 2anni circa .Era in giardino e al mattino ci siamo alzati l'abbiamo cercata ,niente ancora ad oggi 31/5/2015 .La nostra DIDI' tipo europeo muso tigrato manto bianco e nero ,zampe bianche ed un particolare una macchia nera sulla zampa destra posteriore.Tenuta con attenzione e sempre pulita ,alimentata con mousse e croccantini che a lei piacevano tanto .Il nostro pensiero continuo a lei per quale motivo non c'e' più è sparita ,puo essere che l'abbiano presa ? L'abbiamo fatta sterilizzare e vaccinare ,a noi manca tantissimo e pensando a lei le lacrime scendono ,le volevamo tanto bene per noi era parte della famiglia.Un abbraccio fortissimo e tanti bacioni cara nostra DIDI' ,pregheremo per te . Con un mondo d'amore .

Ho 13 anni. Sto leggendo questa pagina perché ho cercato "come salvare un gattino che sta per morire" su google ed era la prima che mi era spuntata.
Abito in campagna e abbiamo due gatte e una decina di maschi. Alcuni giorni fa, sono nati dei micini. Avevamo 3 femmine e la loro madre è stata investita appena pochi giorni dopo. Se ne sono presi cura le altre due. "Presi cura" è una parola grossa. Sono, o meglio erano, 3 gattini, due neri e uno a strisce bellissimo. Stavano perfettamente finché gli è morta la madre. Quelle due li hanno allattati ma evidentemente non ci sono riuscite bene perché già pochi giorni fa quello strisciato è morto di fame. Era magrissimo. Me lo ricordo perfettamente. L'aveva trovato mia madre per terra tutto pieno di formiche. I miei non hanno fatto niente per salvarlo, sapevano che sarebbe stato inutile, non sarebbero riusciti a somministrare il latte. Si sono limitati a lavarlo e disinfettarlo. Poche ore dopo è morto. Proprio oggi giocavo con mio fratello, finché non ho visto che c'era il più piccolo dei gattini in mezzo al piazzale e le due madri che lo sorvegliavano. Sono rimasta lì a fissarlo per un po' con mio fratello. Dopo un po' ho avuto un presentimento orribile. Ho detto a mio fratello "ma se qui c'è un solo micio e entrambe le madri, dov'è l'altro?" ci siamo messi a cercare e l'ho trovato io a terra accostato a un muretto. Respirava ma aveva delle formiche addosso. Mio fratello non ne ha fatto una tragedia ma io sono sempre stata sensibile per i gatti, più che per gli umani. Ho subito avvisato mio padre. Ha fatto la stessa cosa che con quello strisciato. Era tremendamente magro. Ora è dentro una scatola in attesa della morte. Respira a malapena, tossisce ogni tanto, non si muove. Appena l'ho visto mi sono messa a piangere. Era stato più di un'ora fa. Piango ancora. Non ho smesso un secondo. Ho deciso di tornare a casa e ho visto intanto sul piazzale il micio nero cucciolissimo che cercava di essere allattato ma la madre che se ne andava. Povero cucciolo, pensavo, probabilmente morirà tra poco anche lui. Non posso pensarci. Tutto per colpa di qualsiasi persona abbia investito la mamma gatta. Chiunque sia stato avrà pensato che era solo una vita quella che aveva ucciso. Ma ne ha uccisa un'altra. Una sta per morire e l'altra ancora ha deciso di aspettare forse qualche altro giorno. Sono tristissima.

Finalmente ho trovato un posto dove esternare tutto il dolore che mi sta lacerando dentro senza sembrare pazza agli occhi di nessuno o sentirmi dire..."mi spiace, ma in fondo era un gatto". La mia piccolina se n'è andata 3 gg fa...inspiegabilmente, in giardino dove lei usciva tutte le sere al guinzaglietto, ero in cucina quando ho sentito un verso strano, esco e lei sta vomitando, a terra c'è un bolo di pelo, fili d'erba e bava giallastra. Era capitato altre volte che vomitasse dopo aver ingerito dei fili d'erba, ma questa volta c'era qualcosa che non andava, aveva i conati ma usciva solo bava, la porto in casa e si accascia su un fianco, perde le urine e scarica. Corsa dal veterinario, che oltre un'iniezione di cortisone e mettere la mascherina dell'ossigeno (la mia bimba non respirava) si limita a GUARDARLA morire. Io che chiedo spiegazioni e lui che non mi guarda nemmeno in faccia e non dice nulla. Vedo il dolcissimo musetto della mia bimba sofferente e lui che dice "questo gatto se ne sta andando"....fai qualcosa...dimmi perché se ne sta andando e soprattutto perché nella maniera più atroce...per asfissia. Ma nulla, la mia dolcissima creatura 20 minuti dopo averla trovata in giardino non c'era più. E' morta tra le mie braccia. Io non mi do pace...mi pento e mi scuso con la mia BIMBA per non averla portata in una clinica più attrezzata, ma dal veterinario più vicino a casa convinta me l'avrebbe salvata. Ora c'è spazio solo per il dolore ed il rimorso per non aver potuto fare nulla per Mia. Mia era arrivata da noi il 14 Agosto del 2013 in una scatola di cartone. Ci avevano parlato di una cucciolata in una soffitta di una casa abbandonata in montagna, l'intenzione era quella di andare a vedere tutti i cuccioli, ma non ce ne hanno dato il tempo, la stessa sera mi portano a casa LEI ed è stato amore a prima vista. Era il mio primo gatto. Essendo io maniaca dell'ardine e della pulizia, dissi al mio compagno che ci sarebbero state delle regole ben precise da seguire in casa del tipo...Mia dormirà nella sua cesta e non sul letto, non salirà sul tavolo in cucina ecc. ecc....alla fine Mia in inverno si infilava sotto le coperte con noi, quando finivamo di mangiare era una delizia vederla salire sul tavolo e cercare i nostri visi per "strusciarsi" il musetto e farsi coccolare. e un'infinità di altre gioie che ci ha regalato che ripensandole ora mi si spezza il cuore. Tutto il dolore che provo ora glielo devo per quanto di tutto LEI ha dato a me. Abbiamo avuto meno di 2 anni da passare insieme e ora tanto di me se l'è portato via LEI. Gli parlavo come si parla ad una figlia e la curavo come si cura una figlia, ma non sono stata in grado di salvarla...PERDONAMI AMORE MIO.

Questa notte il mitico Mario, 17 anni ben portati sino ai primi di luglio (quando una serie di complicazioni dell'eta', assieme al grande caldo, lo hanno condotto a necessitare di cure costanti, per aiutarlo a bere, a mangiare, a respirare senza affanno, ecc) si e' "spiaggiato" in giardino a prendere un po' di fresco, come sua abitudine da quando si e' ammalato.
Il rito era che usciva tardi, si piazzava in mezzo al cortile quasi senza mai spostarsi...qualche decina di metri esplorativi al massimo,...mentre le sue due amiche gatte gli gironzolavano intorno. Il rito era che prima dell'alba andavo a riprenderlo, per riportarlo a casa, all'ombra, e riprendere l'accudimento.
Queste notti libere all'aperto gli permettevano di affrontare le lunghe giornate di caldo e cure.
16 anni fa, dopo un abbandono, mi ha scelta e mi ha caparbiamente ed affettuosamente affiancata...in questi ultimi giorni a sprazzi non mi riconosceva (piccole ischemie), ma si faceva curare.
Come le altre notti ho partecipato un bel po' anch'io al rituale del giardino, per poi riposare 3 orette prima della levataccia per recuperare il mio Nosferatu salutando l'alba assieme a lui... ma oggi il rito non si e' compiuto, o forse, a notte fonda, mentre io riposavo, si compiva un altro rito, quello solitario dei gatti che vanno a cercarsi un posticino per morire....o forse che si perdono in altri giardini, in balia della senilita' che non gli fa piu' riconoscere la propria casa e il proprio umano.
Fatto sta che, cercando da giorni di risparmiargli una brutta morte e comunque di stargli sempre accanto, non sono stata in grado di capire quando il momento era vicino...mi pareva quasi stesse riprendendosi e pensavo gia' a come fare oggi per proteggerlo dal caldo e dal fastidio delle cure... Invece so che muore solo e non bene, come tutti gli animali selvatici, e non come l'amato gatto che mi aveva scelta.
E' successo cosi anche con mio padre, l'anno scorso: sono stata con lui fino a poche ore prima che morisse, solo, la notte, in un letto d'ospedale, mentre io a casa cercavo di recuperare le forze per il giorno dopo ...che forse lo dimettevano...forse.
Il dolore e' che non capisco, come avrei dovuto fare ad aiutarli meglio, forse e' simile al dolore di Mario, che non capiva come sfuggire al male o come rientrare dalla finestra, sempre aperta, della sua casa....e questo l'ha portato lontano da me.
Metto questo dolore sul mio cuore e sulla mia pancia, dove Mario faceva le fusa e 'impastava'...lo metto sopra quello per mio padre e diventa una montagna, ancora piu' grande...una montagna a testa in giu' che con la sua primitiva selce mi trafigge.
Adesso cerco un posticino anch'io, al buio, e sto ferma immobile in silenzio, aspettando con lui che il dolore passi....

Ciccio mi sta lasciando..... ormai è un mese che non vuole più mangiare e lo imbocco come facevo ai miei bambini. Lui lascia stare un pò e poi comincia a brontolare; "dài ancora un bocconcino, questo è l'ultimo" e lui sempre brontolone, si lecca le labbra dove gli ho passato il formmaggino che lui adora tanto.....! La carne non la vuole, mangia svogliatamente, ma più che mangia, lecca..........Forse il viaggio in aereo per portarlo in Romania con me, (dove speravo che finisse i suoi giorni insieme a me) lo ha rovinato per sempre.....! Ha 12 anni è un magnifico Birmanese e fino ad aprile nella nostra casa ad Ardea in Italia, era il padrone del mondo. O era già malato e non lo sapevamo nè noi nè il suo veterinario? A maggio qua a Bucarest lo portavo in giro per il parco perche a casa sua era abituato a scorrazzare per il giardini intorno a casa.....! Era la Vedette del parco Copiilor....! Poi di colpo dopo un mese, un'astenia dal mangiare, un deperimento che si vedeva ad occhio, (a Roma pesava 6.50) ci ha insospettito e lo abbiamo portato dal veterinario; "Non mangia perchè ha un ascesso dentario e una brutta gengivite". Subito antibiotici, vitamine, antiinfiammatori....! Ancora dimagriva, ancora veterinario e questa volta la brutta notizia........! Un cancro fuori dallo sterno gli sta minando la salute......! Oggi 20 agosto pesa 3 kl......! non vuole più uscire; lo sforzo per portarlo fuori nel giardino sotto casa; lui si riprende momentaneamente, la natura lo risveglia, i canti degli uccelletti, il profumo dell'erba, il suo sapore..... sono tutte cose che lo riportano forse a casa sua e in quei momenti si rivitalizza! Ma fino a quando? Che devo fare:
lo riporto in Italia per farlo morire nel suo habitat, rischiando che non sopravviva alle conseguenze volo, (ah si, non sapete: il veterinario ha detto che molto probabilmente l'ascesso dentario e la sua conseguenza e data dallo sbalzo di pressione subita in aereo) o lo lascio tranquillo qua, nei suoi ricordi, si perchè forse non sapete, ma lui ha i suoi ricordi, lui mentre dorme sogna, come noi umani......! Lo so perchè mentre dorme sbatte la coda, mormora (forse a modo suo parla), è un umano a 4 zampe! Sto scrivendo e le lacrime mi rigano la faccia..... Lui è di là, sul letto che sta sonnecchiando; penso che lo lascio qua e non lo faccio strapazzare nel viaggio. 2 settimane fa, il veterinario mi disse che le speranze di 1 mese di vita sono al lumicino.... ogni giorno che passa ringrazio il Signore di essere stato adottato da lui per tutti questi anni.....! Si, è lui che mi ha adottato e non il contrario........! E' lui che ha scelto di vivere nella nostra famiglia e non è andato più via, fino a quando.......! Ciao Ciccio

Sola, sul letto e al buio..e'cosi che voglio stare, nel mio dolore, la mia piccola Ietta è andata a morire chissà dove...in breve, venerdì nonera venuta all'appello e nel pomeriggio l ho trovata accucciata in uno scalino del giardino, lettargica e con il respiro affannato, chiamo subito il vet.e cerco di prenderla ma non è facile, lei non ha mai voluto essere avvicinata, mangiava, giocava con gli altri gatti e dormiva con loro nella cuccia ma guai ad avvicinarla, riesco a metterla in garage dove si mette in poltrona e resta a sonnecchiare ma non mangia. Decido di tentare la cattura il sabato mattina e dopo una notte insonne va do in garage dai miei, lei respira sempre peggio, dispnea e lo so bene, chiamo il vet.e lo faccio venire da me, la guarda e da come respira dice subito che la situazione è seria, o è stata investita e ha liquido ai polmoni o è fip, comunque è grave, si ritenta la cattura ma, con quelle sei forze che ha scapa soffiando, a questo punto, con la morte nel cuore, decido di congedare il dottore e la lascio stare, stamani sono andata da lei, era sulla poltrona e si è subito messa davanti alla porta per poter uscire e io la apro, esce, sta con gli altri e poi si mette al sole, sta male anzi malissimo, dopo pranzo non c'era più, l'ho cercata ma inutilmente, ora piango come una matta ma so che quella era la sua ultima volontà. Aveva solo sei mesi, che crudeltà la vita...buon viaggio Ietta!,,

il 23 novembre ho trovato morto in casa il mio adorato Felix per un infarto aveva 4 anni mi continuo a disperare gli volevo un bene dell'anima noi due eravamo in simbiosi come lo chiamavo arrivava con un miao.Mi sento sola e persa senza di lui lo avevo sottratto a una setta di santoni che lo voleva sacrificare Lui mi ha rubato il cuore permettendomi di amarlo tantissimo ma perchè il Signore me lo ha tolto? Per me era tutta la mia vita mi incolpo che è stato un castigo che ho meritato........ma il mio Felix se n'è andato e io piango tutti i giorni guardando lle sue foto e i video che avevo fatto a lui

Salve a tutti!
Il mio gatto Bubamara sin da piccino è stato un po' introverso soprattutto con noi umani.Quando abbiamo dato via i fratellini e tutte le attenzioni della madre e nostre sono andate a lui, allora ha acquistato familiarità con la casa e sicurezza con noi e in se stesso. All' età di sette mesi, nel periodo di novembre scorso, ha fatto la sua prima uscita e ce lo siamo ritrovati in casa a gennaio ormai cresciuto, bellissimo, in salute, ma caratterialmente molto cambiato.Pensavamo ormai non avrebbe piu' fatto rientro e invece ci siamo ritrovati un gatto che esteticamente è lui in versione adulta ma caratterialmente disarmente.E' come se avesse riconosciuto la casa, la gatta che probabilmente non vede più come sua madre ma conquista, ma è inavvicinabile per noi.Se lo chiami è come se ricordasse, ci riconoscesse, ha un attimo di indecisione, ma è come se l'istinto, la voglia di libertà fosse piu' forte.Si mantiene cosi' a distanza di sicurezza, in alternativa scappa se noi ci avviciniamo troppo.Dopo aver occupato per due giorni spazi del cortile dove era solito stare da piccolo, ha urinato ovunque ed è continuamente, nuovamente in giro:E' latitante, torna la notte, scappa via al mattino quasi a voler stare in casa a tempo perso per agire indisturbato e possibilmente non dover incontrare noi.Non so cosa pensare:se abbia altra casa e padroni, se l'abbiano picchiato e sia rimasto traumatizzato e diffidente, se invece due mesi scarsi siano stati sufficienti a renderlo selvatico. Siamo molto dispiciauti , l'abbiamo sempre coccolato e straviziato. La madre è raro si allontani da casa, il contesto è sereno, c'e' un ampio giardino, una sconfinata campagna tutto intorno per bramare questa sete di libertà manco fosse stato un gatto cresciuto nella prigione di un appartamento.

Qualcuno ha vissuto una esperienza simile e sa darmi qualche consiglio?

Quattro anni fa vicino casa trovai un piccolo siamese che aveva subito un incidente, con un colpo d'auto aveva perso un occhio. Era ancora vivo e tremava, volevo salvarlo a tutti i costi e chiesi a chiunque passasse di lì di aiutarmi, ma nessuno acconsentì dicendomi tutti la stessa cosa, cioè che sarebbe morto. Non sapevo che fare, così quando tornò mio padre insistì di portarlo dal veterinario. Andammo e quell'uomo, se posso chiamarlo così, si rifiutò di operarlo per i soldi e perchè non era mio. Così andai dalla polizia municipale, dove trovarono un'ottima veterinaria che si prese cura di lui per un pò. Chiamavo la dottoressa ogni giorno, finchè arrivò il momento di diventare la sua padroncina. Un pomeriggio estivo andai al canile del mio paese e me lo ripresi, la dottoressa fu bravissima, lo curò alla perfezione e sembrava rinato. Lo chiamammo Freccia, e in questi quattro anni ha vissuto insieme alle mie gatte, Kitty e Hope, nel nostro bel giardino. Ne ha combinate tante, un pò si faceva male, un pò usciva facendomi preoccupare, ma poi tornava. Ma questa volta è diverso. Ho avuto altri gatti che hanno fatto una brutta fine e ogni volta è un dolore insopportabile. Freccia stava benissimo, era uscito di sua spontanea volontà perchè è il periodo del corteggiamento da una settimana e mezza. Ogni giorno con la speranza di rivederlo, ma lui non c'è. L'ho cercato diverse volte nei paraggi di casa, ma nulla sembra essersi volatilizzato. Si sospetta la cosa più orrenda, ho fatto anche un sogno orribile come una conferma e ti tartassi di domande chiedendoti che cosa gli è successo. Nei miei occhi ho sempre impresso il suo dolce visino, l'occhio azzurro e la sua linguetta, così giocoso e silenzioso. Tutte le volte che lo prendevo in braccio, per coccolarlo e riempirlo di baci e ora non lo potrò più fare. Non potevo sapere che se ne sarebbe andato, o forse sì ma immaginavo quel giorno così lontanissimo e che ancora avrei assistito a tante sue avventure. Di lui ho le foto, un ritratto disegnato che l'ho incorniciato in camera e ci avevo scritto anche un racconto. Ritrovarmi queste cose davanti mi fa male, non riesco ad accettarlo, vorrei urlare che lui tornasse, vorrei sentire dentro di me che lui tornerà. Non ho avuto nemmeno il modo di stringerlo e baciarlo per l'ultima volta. Mi manca e ogni giorno sarà un vuoto notando la sua assenza. Per affetto lo chiamavo: "Coccolino", per tutta la settimana ho cercato di non piangere nonostante mi tormentassi. Ma ora leggendo i vostri commenti, quella specie di filastrocca che c'è all'inizio e la frase: "Quando un gatto se ne va", quella maledetta frase, le lacrime mi sono scese da sole e vorrei supplicare non so verso chi, e verso cosa: "Freccia ti prego ritorna, non ci credo che tu non ci sia più, ritorna perchè dobbiamo fare tante cose belle insieme. Ritorna perchè senza di te non posso stare e non è più la stessa cosa. Ovunque sei e indipendentemente da cosa è successo, io ti amo piccolo mio, ti amerò sempre e ti porterò sempre nel mio cuore. E se ritornerai felice mi farai <3 ".

Salve a tutti,
ho letto i numerosi racconti dei nostri amici a quattro zampe.
Io ho una micia rossa di 4 anni che si chiama Carlotta e bellissima, ultimamente vicino a casa nostra una nostra vicina a preso un gattino.. e con il passare del tempo è diventato un bellissimo gatto intelligente giocherellone e molto vivace, veniva spesso a trovarmi appena mi sentiva aprire il garage, perchè sapeva delle coccole che gli davo e delle crocchette che voleva in cambio.
La sua padrona una signora di 76 anni vedova, è molto preoccupata in quanto è molto legata a Briciola questo è il suo nome,... l'ultima sera che lo abbiamo visto a fatto visita a me e a carlotta in giardino... poi noi siamo risaliti in casa e sentivo briciola che smiagolava... poi dal quel giorno piu nulla son 3 gg che manca da casa... che dire sono molto triste... se penso che gli possa essere successo qualcosa e molto dispiaciuto per la signora Maria, spero che Briciola ritorni quanto prima, sono molto in pensiero.

Angelo

Non so come e quando chicca è arrivata nella nostra casa al mare. Sono certa però che sia stata con noi più di dieci anni.
Durante la stagione estiva sempre, a partire dalla colazione servita sul terrazzino dietro la porta della nostra camera.
Padrona assoluta del territorio frequentato da tanti altri mici, ma lei era lei...la nostra chicca!
Dolce, affettuosa a modo suo, come pochi felini selvatici sanno fare. Mai un graffio o un morso, ma gatta severa con i suoi simili e mamma gatta perfetta per i suoi piccoli.
Durante la stagione invernale, ogni domenica, qualunque tempo ci fosse, lei sapeva che saremmo andati a trovarla e ci aspettava per pappa e coccole.
Ma se non era lì in giardino riconosceva il rumore della nostra auto e si precipitava da noi.
Ha avuto due cucciolate l'anno ma non ci ha mai fatto conoscere i suoi piccoli.
E' invecchiata e, pur rimanendo sempre bella, ha cominciato ad ammalarsi, l'abbiamo portata dal veterinario e si è ripresa sino ad avere un'altra cucciolata. Questa volta l'abbiamo seguita (stavolta con il suo permesso) e abbiamo conosciuto la suoi meravigliosi cuccioli...tre piccolini che ci ha fatto prendere ed accudire.
Sono stati con noi fino alla fine dell'estate ma poi, dovendo tornare in città, a malincuore, li ho allontanati dalla mamma (uno alla volta) per assicurare loro un futuro migliore. Lei ce lo ha permesso, ma ha sofferto e noi insieme a lei.
I tre piccoli hanno trovato casa e tanto affetto e siamo felici per loro, ma noi abbiamo perso la nostra 'cucciola' dopo un mese.
Ne sono pasasti sette dall'ultima volta che l'ho salutata e non sapremo mai se si è allontanata perchè era arrivato il momento di morire preferendo altri luoghi per farlo, o se ha voluto punirci per averle tolto i suoi piccoli. Io continuo a cercarla e a pensare a lei.

Sabato ho riprovato, purtroppo a distanza di soli sette mesi da Cesare (il gatto persiano quindicenne di famiglia), la perdita del mio fedele amico. Noè era un gatto randagio, arrivato a fine 2010 nel giardino della casa dei miei genitori assieme ad altri due gatti. Avendo altri gatti in casa non abbiamo esitato a tenerli ed accudirli tutti e tre, uno aveva un ascesso con un sacco di Pus al collo, lo curammo nella migliore clinica veterinaria della nostra zona. Si riprese benissimo, e restarono tutti e tre con noi per qualche mese. Poi un bel giorno due di loro sparirono, restò solo uno, il più piccolo (ad occhio aveva due o tre anni) che chiamammo Noè, perché arrivò assieme agli altri due proprio mentre stava scoppiando un brutto temporale.
Ho avuto molti gatti, fin da piccolo abituato ad avere amici di questo genere in casa, ma mai un gatto che si comportava come un cane. Mi seguiva ovunque, persino quando andavo a piedi a casa della mia ragazza, che dista più di mezzo chilometro, mi seguiva, sempre un passo dietro, sempre lontano dalla strada. Delle volte me lo trovavo direttamente lì, specie in settimana poiché aveva capito che in pausa pranzo dal lavoro andavo lì, e veniva lì ad aspettarmi, per mangiare assieme assieme a noi. Nel quartiere c'erano molti altri gatti, e non riesco a capire come fosse possibile (Noè non era sterilizzato oltre che randagio) era amico di tutti, non litigava con nessun altro gatto e anzi, tutti lo accoglievano. Era eccezionale. Ultimamente era vistosamente dimagrito, portato a fare le analisi veniva esclusa la Leucemia felina, ma le veniva diagnosticata l'AIDS felina, che è normale in un gatto "libero". Dopo la cura antibiotica, e tanta pazienza nel seguire che mangiasse, l'inappetenza era ormai grave, sembrava riprendersi. Come ogni sera, anche venerdì alle 18 era l', nel vialetto di casa, accovacciato ad aspettarmi. Non so come mai quella sera decisi di stare con lui, a coccolarlo, rimasi con la mia ragazza (lei adorava Noè, essendo anche lei amante dei gatti) a coccolarlo per più di due ore. Però mi resi conto che qualcosa non andava, che la sua ora si stava avvicinando, per il modo in cui mi ha guardato quando gli ho dato la buonanotte davanti alla sua bella cuccia in giardino. La mattina seguente chiesi subito a mio padre come stava, mi disse che aveva mangiato, che era contento, come sempre. Ma io avevo quella brutta sensazione dentro....ma andai comunque in Emilia per lavoro. Alle 13:00 la chiamata di mio fratello, "corri a casa, Noè si sta spegnendo". Non ho mai desiderato così tanto il teletrasporto, ho mollato i clienti e tutti, e sono saltato in macchina per tornare subito a casa. L'ho trovato lì, accanto alla sua cuccia, alle 16:00 con un copertina sotto il capo, esanime. Sette mesi fa è morto Cesare, che ha accompagnato metà della mia vita, e Noè mi ha dato tanto una mano a venirne fuori con il suo affetto, le sue feste, il suo dimostrarmi immenso amore. Ora ho perso anche lui, e a 33 anni non credevo di essere in grado di piangere ancora e soffrire in questo modo. E' stato quasi sei anni con me, una fetta importante della mia vita. Ha deciso di morire in quella che era la sua casa, spero che sia stato un suo ultimo modo per dirmi "grazie" di averlo salvato quella notte. Però ora, è triste non averlo più, e sentire il silenzio in giardino quando arrivi a casa. Non si sente più il miagolìo che faceva per avvisarmi che aveva sentito la macchina e che stava arrivando a salutarmi. Li chiamano animali, invece a loro manca solo la parola, poiché sono molto più umani di noi uomini. Grazie per il tuo affetto caro amico mio, ciao Noè, nato libero, vissuto libero, morto libero.

Salve ,
La mia gattina appena di 3 mesi e morta di una ascite addominale sto troppo male lilly mi ha lasciato un vuoto dentro ,ho fatto il possibile per salvarla ma non c e l ha fatta .si e fatta vedere da me per poi morire il giorno dopo senza la mia presenza ,.

i miei sono morti tutti a casa mia, trovati in giardino di solito. Anche una gatta che avevo avuto parecchi anni fa e scompariva delle volte per lunghi periodi è venuta a morire a casa. Non so se questo sia meglio o peggio certo ti fa soffrire ancora di più perchè se vanno via puoi sempre sperare che siano ancora vivi e hanno solo scelto di andarsene.

Non credevo fosse possibile. ....
la mia Maya dopo 14 anni una sera come molte altre di questa calda estate, ha deciso di restare sulle scale di casa al fresco. ....alla mia richiesta di rientrare lei si è distesa. ....facendomi capire che lei voleva star fuori.
Non pensavo però che non facesse mai ritorno. ....l'ho cercata, ho messo cartelli x tutto l'isolato,, ma nessuno mi ha chiamato, nessuno l'ha vista!
Voglio proprio pensare che lei mi abbia voluto risparmiare la sofferenza di vederla morire. ..
È dura, e doloroso x noi esseri umani, ma la cosa più bella è stata la sua libertà. ... nella vita e nella morte....!!!
La tua anima vivrà sempre in me..... ed i bellissimi ricordi saranno indelebili bella mia memoria!!

Non so come sono arrivata qui, ma appena ho iniziato a leggere le storie non sono riuscita a smettere, molte di queste mi hanno fatto piangere e tra le lacrime è spuntato anche qualche sorriso...Anche io ho una grande amica gatta che mi ha lasciato e ancora oggi mi ritaglio dei momenti per piangere, singhiozzo, a volte senza riuscire a respirare perchè la sua compagnia è stata per me il dono più prezioso. Con enorme pazienza ha sopportato i dispetti e le malefatte di quando ero più piccola e pure di quando ero meno piccola...sono spesso stata dispettosa con lei e spero che di questo possa perdonarmi poichè lei è sempre stato il mio amore grande, la mia unica amica in molti momenti, la prima persona che salutavo appena tornavo a casa dopo molto tempo, l'unica che mi mancava da impazzire quando mi assentavo. Volevo sentirla al telefono, sentire anche solo un piccolo miagolio mi faceva felice. E' stata con noi molti anni, crescendo insieme a me e a mio fratello come una terza figlia...ancora adesso, a volte mi sembra di sentire il suo odore e se con la coda dell'occhio vedo qualcosa di nero ai piedi del letto, spesso penso sia lei, e quando scopro che magari è una camicia o una felpa il mio cuore fa un tonfo. Quando se n'è andata io ero lontana, sapevo che stava male e che se ne stava andando ma ho preferito rimanere dove ero, se l'avessi vista cosi probabilmente non l'avrei voluta lasciare andare, non sarei riuscita a sopravvivere, mi sono fidata delle parole di mia madre e di mio padre e, a distanza, le ho mandato il mio amore, piangendo ininterrottamente, con gli occhi gonfi e il corpo debole. Per mesi dopo la sua morte mi sono chiesta se avessi fatto la cosa giusta scegliendo la lontananza, mi sono martoriata l'animo...eppure so che in quel momento sapevo cosa fare e cosa non fare, in quel momento ognuno di noi sa cosa fare. La conoscevo bene, sapevo che voleva pace, pace che forse io non avrei saputo darle se le fossi stata vicino fisicamente. Grazie mia dolce amica, grazie di tutto...ti sogno ancora la notte, spesso corriamo e giochiamo come facevamo insieme e come facciamo tuttora...solo in un altro posto. Ti sento vicina e ti ricordo con amore, i primi tempi ti cercavo in ogni creatura, in ogni bel campo fiorito che vedevo (era primavera) e sono sicura di averti trovata molte volte, nel vento tiepido e di trovarti anche adesso in piccole cose che mi parlano di te. Grazie per le vostre storie che mi hanno aperto il cuore...sono felice di aver conosciuto la mia amica, sono felice perchè so che staremo insieme per sempre e che tutti i nostri momenti rimangono eterni e pieni d'amore.

buon giorno anche a me è successo una cosa del genere con il gatto che avevo prima lui era abituato ad andare fuori perché non era sterilizzato e un bel giorno non è più tornato a casa non se cosa gli possa essere successo non so se è andato sotto a una macchina non so se era ferito ed è andato a morire lontano non so più nulla io me lo ricordo da vivo era tanto dolce mi manca ancora tantissimo anche se sono passati tanti anni ho sempre sparato che tornasse a casa ma non è più tornato ha lasciato dentro di me un grande vuoto
e ancora oggi quando penso a lui piango ancora tantissimo

La mia gatta se n'è andata. Io ho fatto molto per lei. Era nata nel mio giardino. L'ho accudita per 10 anni. Recentemente l'avevo portata dal veterinario per un mal di denti. Pensavo si fosse rimessa. Poi un giorno, pochi giorni fa, ...è scomparsa....se n'è andata....non so se per morire..o chissà...perché....sento che se n'è andata per non ritornare più...e mi manca tantissimo!!! Questo articolo mi ha molto colpita.

Non so quanto tempo ci vorrà prima che il dolore passi...nonostante abbia avuto già altri animali e la perdita sia stata altrettando dolorosa, ogni volta sembra che non ci sia luce in fondo al tunnel. Il mio micione, dopo mesi di malattia, se n'è andato il pomeriggio del 31/12. Si è allontanato e sapevo che stava andando a spegnersi lontano da casa perchè erano mesi che non si allontanava più. Non so come faró a colmare i vuoti che ho dentro. IO, che mi ero ripromessa di non prendere più animali per l'impegno che comportano e perchè quando se ne vanno sarebbe meno doloroso farsi prendere a calci in testa, ho preso il caso più estremo, un micione con mille problematiche. Peró, un gatto che ci ha reso in cambio tutto l'amore possibile, fusa a oltranza, scene epiche di un gatto che ruba le crostatine a mia figlia, che ruba pezzi di pizza, che salta come un coniglio perchè preso dalla gelosia del coniglio della mia amica ospitato qui tre giorni. È incredibile quanto gli animali riescano a darti. Mentre le persone ti fanno ammalare, gli animali ti guariscono, sempre! Ho il cuore colmo di gratitudine per questo cammino insieme, anche se il dolore è lancinante in questo momento. Con lui, ho imparato ad accudire un gatto usando cure omeopatiche, che hanno un effetto strabiliante. Molti decidono di non ricorrere all'omeopatia perchè molto costosa e davvero impegnativa. In effetti sono rimasta in bolletta e dovevo essere a casa sempre, ma vi assicuro che se tornassi indietro lo rifarei mille volte! Addio amore mio, ti aspetto nei miei sogni! Ti amo cuore della mamma!❤️

Il 26 Gennaio verso mezzanotte la mia amata Cicia, gattina di circa 4 anni, bellissima, socievole, dolce e intelligente è uscita, come era solita fare, per la sua passeggiatina e per i suoi bisogni e non è più rientrata....non l'ha mai fatto, sono nel pieno della più dolorosa prostrazione per quello che potrebbe essserle accaduto....un dolore indescrivibile che mi preoccupa moltissimo.....mi manca e non so più cosa fare....abito in periferia ed a quell'ora le strade e la zona sono semideserte.....la mia Cicia non c'è più.....non so veramente cosa fare....

Sento il vuoto che mi hai lasciato mia carissima Diavolina e una parte di me è con te, grazie per tutto l amore che mi hai dato e della consapevolezza che mi hai infuso che attraverso il dono dei nostri piccoli e grandi esseri animati gli animali......noi possiamo elevarci......e purificare la nostra anima.

Anch' io la sto aspettando la mia dolce bambina nera, ma ormai sono tre giorni che non la vedo! Ogni momento vado alla porta con la speranza, che sia lì, come capitava da 17 anni...Ma il mio cuore sa che non ci sarà più quel momento, la mia piccola dolcissima compagna di giornate felici, ha lasciato questa terra e non la potrò rivedere se non nell' aldilà, quando potremmo riabracciarci ..
.quanto mi manchi amore ! Spero che il tuo volo non sia stato doloroso , domani tornerò a cercarti e ti seppelliro' tra i fiori del tuo amato giardino, all' ombra del rosmarino, dove tu amavi dormire !! Cosi rimarrài per sempre accanto a me e sentirò le tue fusa e la tua gioia leggera quando piantero' nuovi fiori ! Amore mio quanto ti amo !!Speravo tu non mi abbandonassi cosi presto !

Era l'agosto del 2001 quando ti abbiamo trovata dentro a quell'orribile cassonetto, nella piazza di Hvar. Gridavi, volevi farti sentire, e ci sei riuscita. Eri uno scricciolo grande come un palmo di mano. Il tuo fratellino non ce l'ha fatta, ma tu sei stata con noi per 16 lunghi anni. Ne hai combinate tante, ma ti sei conquistata da subito tutto il nostro affetto. E così passavi il tempo a intrufolarti nei cassetti, a nasconderti nei ripostigli e nei più improbabili pertugi, ad esibirti in giochi di equilibrio sulla ringhiera del balcone (e ogni volta mi toglievi un mese di vita). Ogni mattina mi aspettavi davanti alla porta del bagno, ogni notte ti rannicchiavi sotto il tavolo, sopra ai miei piedi, mentre scrivevo o studiavo. C'era intesa, fra noi due. Io ritornavo tardi, a volte non rispondevo quando mi chiamavi, perché ero di fetta, o ritenevo di dover dedicare la mia attenzione ad altro piuttosto che a te. Tu per me, invece, c'eri sempre. E ci sei stata fino all'ultimo, fino a quando, tre mattine fa, non riuscivi a scendere da quel maledetto comodino. Ti ho presa in braccio, ti ho riempito la ciotola in balcone, hai mangiato con il tuo solito appetito. Poi dal veterinario, che ha diagnosticato quel fibrosarcoma che, di lì a due giorni, ti avrebbe portato via. L'ultimo giorno eri completamente immobile, riuscivi a malapena ad alzare la testa. Ma hai trovato il tempo per le tue ultime fusa, dopo che, per l'ultima volta, ti ho imboccata. Non so come superare questo incredibile senso di vuoto che hai lasciato. Hai riempito di te la casa, e ora che non ci sei più rimane, in ogni angolo, la tua assenza. Non credevo che sarebbe stato così, che avrei provato, di nuovo, tutto questo dolore, a distanza di tanto tempo. E' difficile capire, è difficile spiegare agli altri che cosa ti sei portata via. Grazie di tutto, Dalmi.

11 novembre 2015, tornando a casa da scuola trovo un bellissimo gattino di circa 5 mesi dal pelo bianco e occhi azzurri davanti alla porta di casa. Mi è sembrato un segno del destino e decido di trattare Ghiaccio come meglio potessi. L'ho fatto sterilizzare, ma appena iniziata la cura per sverminarlo il veterinario mi da una dosaggio superiore per lui, e mi rassicura dicendo che era la prassi giusta. Gli do queste pastiglie ma lo vedo sempre più stanco, non faceva più le fusa come era suo solito e non riusciva ad alzarsi dalla cuccia. Allora negli ultimi mesi della sua vita è sempre stato al mio fianco, dormivamo insieme ed eravamo inseparabili. Chiamo il mio veterinario e gli spiego i suoi sintomi e mi risponde che è tutto nella norma. La notte del 4 febbraio 2016 è la prima in cui non ha dormito assieme a me, è rimasto nella sua cuccia al caldo. Sono stata malissimo dopo la sua morte ho passato giorni a piangere perché ogni cosa mi ricordava lui, e non volevo assolutamente un altro gatto. Ho cambiato opinione dopo più di un anno quando mia sorella (forse l'unica a capire e condividere il mio dolore) si è presentata con uno splendido gattino arancione dagli occhi azzurri che ha portato nella mia vita un po di felicità dopo la morte di Ghiaccio.

bellissimo

Buona sera............non sono per nulla d'accordo con quanto pubblicato. Vivo con gatti da una vita, non tutti sono uguali. Ma non fuggono dal padrone per andare a morire soli e nemmeno sono stupidi(stupidi sono quelli che li giudicano in tale maniera)i gatti vorrebbero morire tra le braccia dei loro amati, purtroppo a volte non ce la fanno piu ad arrivare fino a casa per poterli raggiungere(forse investiti da auto e sono in fin di vita, o perchè rubati o picchiati o per altre disgrazie) IL GATTO ADORA LA SUA CASA e vorrebbe ritornarci anche per poter trascorrere quanto gli rimane da vivere, perchè è stata da sempre il suo rifugio sicuro e perchè vuole ringraziare chi non gli ha mai fatto mancare nulla e lui se potrà arrivare vi saluterà con l'ultimo respiro che gli rimarrà con un suo dolce timido miao..I GATTI sono esserini misteriori ma con un grande cuore e molto sensibili. In MEMORIA DI TUTTI I MICI CHE CI HANNO AMATO E LASCIATO NEL DOLORE ETERNO.Nessuno voleva fuggire o lasciarci nel dolore, sono stati costretti dalla vita come accade a tutti gli umani. LA NATURA CI REGALA LA VITA MA POI SE LA RIPRENDE. Chissà perchê

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