Quando scrivere diventa un peso

Scrivere è una passione.

Le parole vengono fuori da sole, inesorabili, come fiumi si susseguono senza sosta, ma sempre ordinatamente in fila, senza spingere e attendono solo di essere scritte sulle pagine bianche di qualche quaderno.

A volte capita che questo fiume incontri un ostacolo che ne impedisce il corretto scorrimento e l'acqua tracima dove può, perché non può fermarsi e deve comunque continuare ad andare avanti.
Accade quando ti chiedono di scrivere qualcosa, qualcosa che magari altre persone hanno già detto. Allora capita che un minimo spazio da riempire in modo ordinato e sensato, accattivante se possibile, diventa un buco nero, pieno di parole disordinate e ripetitive che si riduce all'essenziale e sempre con una parvenza di banale.
Trovare la parola più adatta diventa un'ossessione e più ci provi e più non ci riesci, mentre lo spazio bianco si riempie di odiosi scarabocchi.
La spontaneità della scrittura se ne va, schiacciata da un grosso macigno, quando, invece, dovrebbe farti respirare aria fresca.

Scrivere è come spazzare via le nubi del mattino per godersi tutte le sfumature dell'alba, come quelle che c'erano ieri, quando il vento freddo ha portato via le nubi che fino al giorno prima hanno imbiancato anche le pianure e ha lasciato spazio a quel cielo rosa, bianco e azzurro, i colori dei bambini.

Scrivere non si comanda.

A volte rimando la scrittura di un articolo finché non ho qualcosa di significativo da dire. Spesso l'articolo non vedrà mai la pubblicazione :(

vlad sostiene che per me scrivere è solo un fatto puramente meccanico. Mi metto davanti al computer, agito le dita e come per magia esce l'articolo.

Ok, spesso è così... ("Dalla mia finestra" l'ho scritto di getto) ma c'è sempre quella fase di terrore del "e adesso cosa scrivo?" :O

Di recente mi trovo a considerare di chiudere il blog, poi mi ricordo che almeno non ci butto via soldi :P

quante volte avrò detto: "Voglio scrivere un libro"? Il problema è che dovrei essere costante nello scrivere, ma suppongo che lo scoglio vero sia invece avere qualcosa di cui scrivere che sostenga un progetto narrativo :(

C'è chi lo fa di professione, vi rendete conto? Buttano fuori 1000, 2000 pagine all'anno con una semplicità apparente. Quelli si che si comandano di scrivere :D :D

Qualcuno mi sa dire come fanno?

@Hikaru: mal comune mezzo gaudio :P

Credo che quelle persone non sentano mai lo scrivere come un "dover" scrivere. Nel momento in cui diventa tale, basta, ti cresce l'ansia e la fatidica domanda "e ora cosa scrivo?" continua a rimbombarti in testa.
Secondo me quelle persone devono vivere lo scrivere "alla giornata", un po' come lo stile di vita "alla giornata". Quelle persone, sempre secondo me, hanno tanta curiosità e riflettono tutta quella curiosità nella scrittura. Non so, a me dà quest'idea uno scrittore.
Poi ci sono un sacco cose che possono spingere ad una apparente facilità nello produrre centinaia di pagine all'anno, condizioni caratteriali intendo. Mah.. Chissà come fanno! ;-)

Anche a me capita di dover scrivere anche se non ho l'ispirazione. Non è una bella cosa :-(

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