Quando l’energia elettrica costa meno

Panoramica della situazione: qualche settimana fa, verso mezzogiorno, lavatrice funzionante. Un tizio per tv (un “esperto”, per la precisione) afferma che usare gli elettrodomestici che consumano più energia (lavatrice in particolare, ma anche lavastovoglie e ferro da stiro ecc) di sera o di notte fa risparmiare, alla fine dell’anno, un bel po’ di soldi a tutti.

Usare gli elettrodomestici dispendiosi di notte non fa risparmiare, perché chi ha una normale bolletta da 3 kW non ha differenziazione di costi tra l’energia consumata di giorno e quella di notte (basta leggere sulla bolletta).
Il tizio avrebbe detto bene se avesse parlato delle nuove tariffe Enel. Infatti, con i nuovi contatori elettronici, l’Enel ha potuto permettere agli utenti di scegliere la tariffa a loro più congeniale. Questo per premiare chi usa l’energia con intelligenza, cioè chi consuma quando essa stessa costa meno, ma soprattutto quando c’è n’è minor richiesta.

Infatti l’energia prodotta non ha tutta lo stesso prezzo: il parco delle centrali che la producono non è composto da impianti uguali, sia per tipologia sia per potenza installata. Quindi il costo di produzione dell’energia elettrica non è uguale per tutte le centrali: bisogna considerare i costi di investimento e di esercizio.
Inoltre da qualche anno esiste il mercato elettrico, un vero e proprio mercato con domanda ed offerta che vengono messi a confronto, in modo da garantire la produzione al minimo costo.

Il mercato elettrico è composto da una serie di mercati.
Nel mercato del giorno prima ogni produttore fa un’offerta di produzione per un’ora del giorno successivo ad un determinato prezzo (kWh-prezzo) . Le offerte di tutti i produttori e per ogni ora del giorno successivo vengono messe in ordine crescente di prezzo. Analogamente viene ordinata in senso decrescente la domanda di energia per ogni ora del giorno successivo. L’intersezione tra le due curve determina il market clearing price o prezzo di mercato, cioè il prezzo di fornitura di un MWh incrementale nel sistema. Tra i produttori, chi ha offerto ad un prezzo minore guadagna, chi ha offerto ad un prezzo maggiore non entra in esercizio.
Ovviamente il tutto sarà sottoposto ad una correzione tempestiva, nel cosiddetto mercato di aggiustamento, in cui vengono riconsiderate le offerte e sistemati eventuali errori. Questi ultimi riguardano, di solito, il non aver rispettato nell’ordine di merito i limiti tecnici delle varie centrali. Ovvero, se nello stabilire chi, quanto e quando produrrà il giorno dopo, un’impianto a vapore, per esempio, riscontra che è stato chiamato a produrre il carico massimo, per esempio, per sole 2-3 ore, dovrà comunicarlo ed essere sostituito da un altro produttore oppure ridurre il prezzo di offerta in modo da poter entrare nell’ordine di merito con un servizio più lungo. Questo perché, se la centrale lavorava precedentemente ad un regime minore, necessita di tempo per portarsi a pieno carico. Bisogna considerare, infatti, che suddetta tipologia di impianto impiega circa 12 ore per arrivare a lavorare a pieno regime e per variare il carico deve rispettare delle velocità. Ovviamente tali limiti tecnici (rampe di carico, tempo minimo di avviamento e di spegnimento, stress comportati dalle variazioni di carico ecc) sono già noti dal software che si occupa di raccogliere tutti i dati, per cui errori così madornali non dovrebbero avvenire.

Un buon prezzo è tale da non essere inferiore al costo marginale, cioè il costo di un MWh incrementale di produzione. Tuttavia se una centrale deve assolutamente entrare in produzione deve offrire ad un prezzo sufficientemente basso in luogo della previsione di quello che potrà essere il prezzo di mercato.
Questo è il caso di una centrale nucleare, per esempio: sia per motivi tecnici sia per motivi economici il suo funzionamento sarà sempre quello massimo possibile. Detto questo è semplice intuire che, specialmente di notte, dovrà offrire ad un prezzo abbastanza ridotto, visto che la richiesta è molto bassa e quell’energia deve per forza essere usata da qualcuno. Dico di notte perché è durante il giorno che le industrie lavorano e quindi richiedono energia per i loro processi. Oltretutto se la domanda è poca, il prezzo di mercato non potrà essere molto alto. Infatti è logico pensare che se la richiesta di energia è tanta si è diposti a pagare un prezzo maggiore pur di ottenerla, viceversa quando ne serve poca la disponibilità a pagare scende. Ciò giustifica il fatto che nelle ore di punta il prezzo può essere anche molto elevato: in questo modo vengono remunerati anche gli impianti di punta, cioè quelli che funzionano poche ore (guadagnare poco ma per molto tempo quivale a ricavare molto ma in poche ore di funzionamento).
Considerando quindi che l’Italia importa l’energia dalla Francia, la quale dipende per l’80% dalle sue centrali nucleari, è abbastanza ovvio pensare che di notte conviene farlo più che mai.

Quindi consumare energia di notte conviene perché l’energia costa meno a fronte di tutti questi ragionamenti. Tuttavia ciò non si riflette sui piccoli consumatori come le famiglie, in particolare se la bolletta non prevedere le tariffe orarie.
Bisogna aggiungere anche un’altra cosa, però. Il fatto che L’Enel abbia deciso di premiare i consumatori intelligenti non è solamente legato al fattore economico.
Si sa, infatti, che la richiesta di energia varia nell’arco della giornata. Essa può essere rappresentata nel diagramma di carico (potenza in funzione del tempo: l’integrale dà l’energia). Si può vedere che esistono delle ore in cui si hanno i più alti consumi in termini di potenza (ore di punta). A queste ore corrispondo i prezzi maggiori, come detto prima, ma comportano, di conseguenza, anche un uso massiccio della rete di trasmissione, in quanto la potenza transitante sulle linee è notevole. Quindi con uso intelligente dell’energia si intende anche il fatto che non si va a richiedere ulteriore energia alla rete che già deve occuparsi di carichi industriali non indifferenti.

Come per ogni cosa, quindi, bisogna fare sempre attenzione alle fonti, perché non tutto quello che viene detto o scritto è corretto. :)

N.B: La descrizione del mercato elettrico non è completa. Esistono infatti anche il mercato del bilanciamento e il mercato dei servizi ancillari. Il primo consiste in un mercato che si svolge in tempo reale che deve far bilanciare domanda e offerta, le quali possono risultare diverse dalla previsione avvenuta nel mercato del giorno prima. Il secondo, invece, si occupa delle perdite che possono avvenire in rete, della regolazione di tensione, delle perdite, delle centrali di riserva ecc ecc. Cioè di tutti gli aspetti che in un sistema di trasmissione devono essere considerati per non ritrovarsi senza l’energia richiesta.
Inoltre non ho trattato tutti gli aspetti che compongono il mercato elettrico (per esempio i contratti che possono essere stipulati tra privati), perché allo scopo di quest’inserimento non era necessario citare altri argomenti.
La spiegazione di come funziona il mercato elettrico, infatti, è stata semplificata ai concetti basilari per rendere più chiari possibili alcuni meccanismi, senza entrare in dettagli che solo chi si occupa di questo mercato può spiegare in modo corretto, preciso ed esauriente (e a volte nemmeno lui sa farlo :P )

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