LyX e Kile, due modi per usare LaTeX (parte I)

I normali software per la videoscrittura sono di tipo WYSIWYG (What You See Is What You get, quello che vedi è ciò che ottieni). L'utente è chiamato ad occuparsi, oltre che dei contenuti, anche alla formattazione del documento.
LaTeΧ è un sistema di composizione di testo particolarmente indicato per la produzione di documenti scientifici e matematici di elevata qualità tipografica, ma non solo. LaTeΧ è un'insieme di macro che permette agli autori di stampare documenti di qualità tipografica molto elevata e si basa sul motore TeX per la tipocomposizione. Usando un'analogia, LaTeΧ rappresenta un grafico editoriale e TeX il tipografo, quindi l'autore deve solo occuparsi dei contenuti e non della formattazione (fonte: Una (mica tanto) breve introduzione a LaTeΧ 2ε, T. Oetiker, H. Partl, I. Hyna, E. Schlegl, reperibile in più lingue da qui).

Per scrivere dei documenti in LaTeΧ è possibile utilizzare qualunque editor di testo oppure uno di quelli che lo supportano, come ad esempio Kile per GNU/Linux o WinEdT per Windows.

LyΧ, invece, nasce con l'intento di creare un'interfaccia WYSIWYG per LaTeΧ, pur mantenendo una filosofia WYSIWYM (What You See Is What You Mean, quello che vedi è quanto vuoi esprimere). Senza conoscere nulla di LaTeΧ, LyΧ ne permette l'utilizzo a tutti gli utenti, i quali si troveranno di fronte ad un'interfaccia comune ai tradizionali programmi di videoscrittua senza perdere la comodità di lasciare la formattazione al programma stesso.
La differenza rispetto a molti altri "elaboratori di testo" consiste nel far uso di un linguaggio di marcatura quale suo paradigma fondamentale di scrittura. Ciò significa che quando inserite l'intestazione di una sezione, la marcherete come "Sezione" e con "Grassetto, dimensione 17 pt, giustificato a sinistra, spaziatura di 5 mm verso il basso", LyΧ si preoccupa di curare per voi l'aspetto, mentre voi potete concentrarvi sui contenuti e non sul meccanismo di funzionamento.
(fonte: La Guida dell'Utente di LyΧ).

Note per la lettura

Di seguito e nei prossimi inserimenti, farò una presentazione sommaria di com'è possibile scrivere in LaTeΧ attraverso due approcci differenti ovvero mediante LyΧ e Kile. La trattazione è fatta dal punto di vista di un utente che usa normalmente Kile per scrivere in LaTeΧ e che ha provato LyΧ, quindi eventuali mancanze rispetto al secondo sono da attribuire al suo non utilizzo.
Quanto segue vuole essere una sorta di confronto nell'utilizzo dei due software, per dimostrare che LaTeΧ non è poi così difficile come molto spesso si crede e che LyΧ, tutto sommato, può avere dei vantaggi e può essere un buono strumento (anche se "va usato con cautela", in mia opinione). Non si tratta, quindi, di una guida né per LyΧ né per Kile né per LaTeΧ.
In particolare, di seguito è esposta una breve introduzione a come si caratterizza un documento LaTeΧ scritto in Kile (Scrivere in LaTeX) e uno scritto in LyΧ (LyX, un'interfaccia per LaTeX). Nei prossimi inserimenti, invece, entrerò più nello specifico.
Le immagini di LyΧ e le considerazioni fatte si riferiscono alla versione 1.5.1 disponibile su Ubuntu al momento della stesura di questo articolo. La 1.5.3 è disponibile sul sito www.lyx.org, ma non ci sono differenze sostanziali a livello grafico né di alcun altro tipo, almeno per quanto riguarda ciò che serviva per quest'articolo.

Scrivere in LaTeΧ

I documenti di LaTeΧ sono dei semplici file di testo che si possono scrivere con un qualsiasi editor di testo. Essi contengono il testo del documento e i comandi per impostarlo; sono composti da un preambolo e da un corpo del documento. Il primo comprende la dichiarazione del tipo di documento, in modo che LaTeΧ sappia come gestire la struttura di tutto il testo, dei comandi che influenzano lo stile e di tutti i pacchetti aggiuntivi che si vogliono utilizzare, per caratterizzare il proprio documento.
In un file LaTeΧ vengono indicate la struttura logica e semantica del testo, da cui viene ricavata la forma tipografica secondo regole definite nel file della classe del documento e in vari file di stile. Entrambe le strutture vengono definite mediante i comandi di LaTeΧ, che iniziano tutti con una backslash \ e da un nome composto da lettere, alcuni contengono un argomento tra parentesi graffe e altri accettano delle opzioni tra parentesi quadre.
In realtà non è necessario conoscere a memoria tutti i comandi LaTeΧ, in quanto esistono degli editor che lo supportano. La barra degli strumenti, i menù e i wizard permettono l'inserimento del codice senza conoscerlo nei dettagli. Inoltre esso è di facile intuizione perché mnemonico, senza contare che, normalmente, i comandi che si utilizzano sono molto spesso sempre i medesimi quindi ricordarseli diventa più facile.

Kile

In effetti, imparare che un capitolo si indica col comando
\chapter{TITOLO DEL CAPITOLO}
o che un ambiente è entro i comandi
\begin{NOME AMBIENTE}
e
\end{NOME AMBIENTE}
e che il NOME_AMBIENTE di un ambiente tabella è
table
ad esempio, non è particolarmente complesso. Al secondo capitolo si saprà già scrivere il comando autonomamente e comunque, almeno in Kile, quando si inizia un comando viene subito in aiuto il completamento automatico.

autocompletamento Kile

L'unica parte un po' più complessa sarà il preambolo, perché ogni documento può avere esigenze differenti dal precedente e, scrivendola solo una volta per tutto il documento, è meno facile da ricordare. Ad ogni modo, in Kile, File --> Nuovo file permette di creare un nuovo documento selezionando la classe di appartenenza, mentre LaTeΧ --> Preambolo permette di vedere e quindi di inserire i comandi possibili nel peambolo del file di quella classe.
Ovviamente, è però essenziale sapere come deve essere strutturato un documento ovvero conoscere quali sono i sezionamenti possibili (capitolo, sezione, sottosezione ecc), cosa sono gli ambienti in LaTeΧ e come si strutturano i comandi in LaTeΧ
\COMANDO[OPZIONI]{ARGOMENTO}
ad esempio.

Tuttavia utilizzare LaTeΧ può non andare a genio a tutti quanti per la presenza dei comandi all'interno del testo che ricorda troppo il fatto di essere un linguaggio di programmazione. LyΧ, invece, permette di ovviare a questo, pur dando la possibilità all'utente di inserire del codice LaTeΧ in caso di necessità. In caso contrario, infatti, LyΧ non permetterebbe la versatilità che invece garantisce la padronanza completa di LaTeΧ sia perché si tratta di un software "giovane", sia perché si tratta di un'interfaccia di tipo grafico.
Molte persone, inoltre, sono convinte che scrivere in LaTeΧ sia difficile a causa della necessità di scrivere del codice di all'interno del documento. Al contrario LyΧ è più simile ai tradizionali software di videoscrittura, per cui soddisfa sia chi ha preconcetti nei confronti di LaTeΧ sia chi proprio non sopporta la vista di codice di programmazione.

Vediamo un po' più da vicino questo software Open Source, disponibile sia per GNU/Linux, sia per Windows, sia per Mac.

LyΧ, un'interfaccia per LaTeΧ

Una volta creato un nuovo documento, dal menù Documento --> Impostazioni è possibile effettuare tutte le scelte per la formattazione del documento che si sta scrivendo, cioè permette di inserire quello che in un file tex costituirebbe il cosiddetto preambolo.
Molte delle informazioni che devono essere specificate (tipo del documento, lingua, formato della pagina, tipo e dimensione del carattere da utilizzare ecc) sono facilmente inseribili mediante menù a tendina e flag dalla finestra che si apre. Ulteriori impostazioni più particolari possono essere introdotte come si farebbe in un vero e proprio file tex, cioè inserendo del codice LaTeΧ del preambolo (Documento --> Impostazioni --> Preambolo di LaTeΧ).

I menù e la barra degli strumenti presenti in LyΧ permettono l'inserimento di sezionamenti e ambienti, per chiamarli con la terminologia di LaTeΧ. Tuttavia, al contrario di Kile, non vedremo comparire codice nel documento una volta che li avremo selezionati, ma essi verranno resi graficamente come in un classico software di videoscrittura. Quello che si vede, comunque, non sarà la struttura tipografica che verrà generata nel file pdf/dvi/ps finale. Lo stesso discorso vale anche per formule, immagini e tabelle. A metà, insomma, tra LaTeΧ e OpenOffice.org - Writer / Word.
Va anticipato, comunque, che il risultato finale di LyΧ e LaTeΧ sarà in entrambi i casi il medesimo: i file pdf/dvi/ps generati da LyΧ e da Kile sono esattamente gli stessi (tranne qualche eccezione).

LyX

Ciò è più che sufficiente per descrivere il funzionamento di massima di LyΧ. Per ulteriori delucidazioni si rimanda alla guida per l'utente raggiungibile dal menù Aiuto.

Sono anch'io un estimatore di LaTeX, spesso un "evangelista".
Credo di aver provato tutte le sue possibili interfacce, comprese LyX, Texmacs, OpenOffice e persino MS Word 2003 (per cui ho scritto WordML2LaTeX [CTAN], che permette di esportare da Word un sorgente LaTeX).
Alla fine, nonostante l'approccio WYSIWYG abbia i suoi pregi per lo scrittore occasionale e l'approccio WYSIWYM mediato da LyX sia il più aderente alla filosofia di LaTeX, ho riconosciuto che per lo scrittore professionale è più comodo usare tutta la potenza di LaTeX scrivendone direttamente il codice in un editor qualunque (magari orientato, come Kile, TeXnicCenter o anche Notepad++). In questo modo è più facile creare i propri prototipi (template), comandi personalizzati, librerie di uso frequente (vedi ad esempio preamble, per la creazione veloce di preamboli adatti a diversi tipi di destinazione del documento).

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