LyX e Kile, due modi per usare LaTeX (parte III)

La settimana scorsa ho presentato molto genericamente come si scrive un documento in LaTeΧ e in LyΧ. In questo inserimento illustrerò le differenze che si incontrano nel redigere lo stesso documento scrivendolo in LaTeΧ mediante il supporto fornito da Kile oppure in LyΧ.

Le sezioni che seguiranno sono così strutturate:

LyΧ o Kile
Da quanto visto finora, Kile e LyΧ hanno le stesse funzionalità, alla fin fine. I menù disponibili in Kile permettono di scrivere direttamente in LaTeΧ, senza particolari problemi o difficoltà. Chi effettivamente ha dei problemi con il cosiddetto codice, però, può preferire LyΧ con giusta causa.

LyΧ permette di vedere le formule "renderizzate" già in fase di stesura e quindi eventuali errori sono immediatamente visibili. Soprattutto se le formule sono complesse, in LaTeΧ non è altrettanto immediato accorgersi di qualche svista.
La formattazione di LyΧ è, tutto sommato, più leggibile di quella di LaTeΧ, in quanto la struttura grafica diversifica il documento dando dei riferimenti visivi più concreti. Nel file scritto in Kile, invece, alla fin fine è tutto testo, seppur la sintassi sia evidenziata opportunamente, e ciò appesantisce la lettura. La possibilità di suddividere un documento in più file innestabili tra di loro mediante il comando
\input{PERCORSO_FILE}
permette di ovviare al suddetto problema.
Ciò nonostante questo, se si vuole, è un constrosenso rispetto la filosofia di LaTeΧ che presuppone che l'autore si concentri, in fase di stesura, solo sui contenuti. Quindi la necessità di controllare formule, vedere dove e come sono posizionate immagini e tabelle sono per LaTeΧ un problema secondario. È l'utente a sentire l'esigenza di controllare subito il risultato perché abituato ai programmi di videoscrittura tradizionali.

Avere un file molto lungo anche in LyΧ crea delle difficoltà, ma anche qui c'è la possibilità di spezzare su più file inseribili mediante il pulsante Includi file.

Sia in LyΧ sia in Kile è possibile "implodere" delle aree di testo, come note, ambienti flottanti, in modo da toglierle dall'area visibile del documento. In generale, questa proprietà è valida per tutti gli ambienti in Kile, ma non in LyΧ.

L'interfaccia di LyΧ non è migliore di quella di Kile: tutte le operazioni che si fanno sul primo si trovano anche sul secondo, con la stessa semplicità. Anzi, Kile, più "anziano", è molto meglio strutturato.

menu Kile

La barra degli strumenti di LyΧ, per esempio, appare più scarna e meno ben organizzata rispetto quella di Kile.

menu LyX

Per esempio non sono presenti i familiari pulsanti per il grossetto, il corsivo e il sottolineato. Esiste il pulsante "Attiva/disattiva lo stile enfasi" che, però, non è il corsivo, ma è lo stile che può essere utilizzato per enfatizzare un testo
\emph{TESTO_DA_ENFATIZZARE}
in LaTeΧ. Funzionano le scorciatoie da tastiera tradizionali per il grossetto e il sottolineato (Ctrl+B, Ctrl+U), ma non per il corsivo. È possibile che in LyΧ il corsivo sia stato sostituito dallo stile "enfasi" di LaTeΧ, il che sarebbe un errore, in quanto lo stile "italic" implica un cambiamento di font al contrario dello stile "enfasi".
Un menù a tendina suggerisce gli ambienti e i sezionamenti possibili da inserire nel documento, alcuni dei quali sono selezionabili anche mediante i pulsanti della barra degli strumenti (per esempio le liste): è una ridondanza.
Tra l'altro i vari pulsanti non sono raggruppati, secondo me, in maniera del tutto ordinata e coerente come invece avviene in Kile.
Purtroppo la barra degli strumenti non è configurabile dall'utente.

Le finestre di assistenza per le varie funzioni sono molto più semplici in Kile, a livello di organizzazione, ma è anche vero che le opzioni presenti sono minori, in quanto è previsto per LaTeΧ.

In LyΧ esiste la possibilità di caricare pacchetti aggiuntivi di LaTeΧ come si farebbe in un documento di LaTeΧ. Tuttavia non è dato sapere quali siano già caricati di default. Soprattutto un utente poco esperto rischia di dichiarare pacchetti che sono già presenti in LyΧ. Come per esempio il graphics per poter inserire le immagini: LyΧ lo prevede, ma se un utente lo inserisce nuovamente non viene avvisato che in realtà quel pacchetto c'è già.

LyΧ difetta anche di messaggi di errore, soprattutto quando un oggetto del documento supera i margini previsti per lo stesso (vedi tabelle, figure e anche formule).

LyΧ aggiunge delle "possibilità" all'utente, come per esempio l'opzione "assolutamente qui" degli oggetti mobili, che possono dimostrarsi molto controproducenti.

LyΧ è un buono strumento anche per approcciarsi al LaTeΧ, in quanto è possibile vedere il sorgente del file LyΧ che si sta scrivendo andando ad abilitare la finestra del Sorgente LaTeΧ da Vista --> Vedi Sorgente. In questo modo, man mano che si scrive il documento in LyΧ è possibile vedere cosa si avrebbe in un file tex.
Da un certo punto di vista può essere un punto di partenza per imparare LaTeΧ. Tuttavia non lo trovo il sistema migliore, in quanto LaTeΧ si impara usandolo e non vedendolo. Senza considerare che Kile è già di per sé un ottimo assistente per LaTeΧ.

Da questo punto di vista, vantaggio di LyΧ è la possibilità di esportare file in LaTeΧ e viceversa la possibilità di importare file LaTeΧ. Alla fine anche questo sistema può essere usato per approcciarsi al LaTeΧ, ma permette inoltre di disporre della libertà di scegliere una modalità o l'altra per scrivere in LaTeΧ. Questo permette lo scambio di file tra chi non ha alcun problema col LaTeΧ e chi, invece, non vorrebbe utilizzarlo. Bisogna, però dire, che LaTeΧ è molto più articolato e vario di LyΧ, quindi la conversione può non avere sempre successo, soprattutto in caso di documenti molto complessi e che utilizzano pacchetti particolari.

La conversione lyx2tex
Nel caso della conversione di confronto.lyx in confronto.tex si notano delle particolarità, come per esempio la presenza di

\documentclass[italian]{article}

quando, di solito, la lingua italiana viene impostata col pacchetto babel;

\usepackage{esint}

dove esint è il package to typeset integrals signs che non è necessatio caricare nel preambolo di LaTeΧ;

\usepackage{babel}

che di solito è

\usepackage[italian]{babel}

Per andare a capo nelle tabelle LyΧ introduce questo nuovo comando

%% Because html converters don't know tabularnewline
\providecommand{\tabularnewline}{\\}

che sostituisce le classiche \\ per andare a capo con \tabularnewline.

\title{}
\author{}

di solito sono prima del documento, mentre il comando

\date{}

non è necessario.
L'esportazione del file lyx evidenzia anche il comando LaTeΧ per poter scrivere la parola LyΧ con la giusta formattazione. Nel preambolo del file .tex si vede il codice

%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%% LyΧ specific LaTeΧ commands.
\providecommand{\LyΧ}{L\kern-.1667em\lower.25em\hbox{Y}\kern-.125emΧ\@}

e inserendo nel testo

\LyΧ{}

LaTeΧ saprà renderizzarlo opportunamente, analogamente a

\LaTeΧ2e

La conversione tex2lyx

La conversione confronto.tex in confronto.LyΧ, invece, va a buon fine solo se si commentano le righe del preambolo corrispondendi all'impostazione della codifica utf8:

% \usepackage[utf8x]{inputenc}

che è possibile impostare da LyΧ, in Documento --> Impostazioni --> Lingua.
Tuttavia bisogna fare attenzione alla codifica utilizzata da Kile: LyΧ non utilizza l'utf8 anche se il sistema lo specifica per tutte le sue applicazioni. Questo si traduce in una serie di caratteri "strani" nel file LyΧ convertito al posto delle lettere accentate del file tex di origine, che, ovviamente, genererà degli errori in fase di compilazione.
Le soluzioni al problema possono essere due: o si usa qualche script di conversione per far passare il file .tex da utf8 alla codifica iso oppure prima di procedere con l'importazione si sostituiscono tutte le lettere accentate con i comandi LaTeΧ corrispondenti. Questi ultimi sono reperibili facilmente dal pannello laterale di Kile. Con un Trova e sostituisci è semplice ottenere il risultato desiderato anche se si dovrà spendere qualche minuto in più del previsto, ma purtroppo in LyΧ non c'è da nessuna parte la possibilità di scegliere la codifica per il programma stesso.

I comandi del preambolo LaTeΧ che corrispondono a delle impostazioni accessibili dalle varie voci della finestra Documento --> Impostazioni di LyΧ non finiscono nella sezione Preambolo LaTeΧ ma in quella corrispondente. Con la mia installazione (versione 1.5.1 di Ubuntu) questo è vero tranne per il comando

\usepackage[italian]{babel}

che non si traduce nella selezione della lingua italiana nelle impostazioni, ma non viene nemmeno lasciato in Documento --> Impostazioni --> Preambolo LaTeΧ. In fase di compilazione viene però evidenziata la mancanza della selezione dela lingua italiana. Con la versione 1.5.3 installata su ArchLinux, invece, questo problema non è più vero, quindi o era un problema che è stato risolto con l'ultima versione oppure nella mia Ubuntu c'è qualcosa che non va.

Altro inconveniente è che le immagini vengono caricate nel file di LyΧ con la loro dimensione naturale (impostazione di default), in quanto in LaTeΧ non c'è da specificare la dimensione con cui si vuole visualizzare un'immagine in Kile, visto che si lavora col file LaTeΧ direttamente.

Altri piccoli errori possono insorgere di qua e di là a seconda dei comandi LaTeΧ utilizzati. Per esempio l'ambiente verbatim viene importato correttamente ma non come "codice LaTeΧ" e il suo contenuto appare in LyΧ come un rettangolo senza senso.

L'esportazione del file tex evidenzia anche che per ottenere la formattazione della scritta LaTeΧ non occorre il comando
\LaTeΧ{}
ma basta scriverlo così, analogamente a LyΧ.

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