L'esposizione del solare

Oggi è l'ultimo giorno del SolarExpoo, un'esposizione sulle energie rinnovabili e, in particolare, sul fotovoltaico.

Ieri mattina, approfittando dell'assenza di lezioni, sono andata a visitare i tre padiglioni della fiera: un sacco di espositori, sopratutto delle parti di Verona (visto che la fiera è stata organizzata, quest'anno, presso la fiera di Verona), ma anche provenienti da zone più lontane (provincia di Vicenza e Padova, Torino, Milano, Lecce ecc, Trentino Alto-Adige, Austria e Germania).
Ognuno presentava le proprie soluzioni per le installazioni, prevalentemente riguardanti il fotovoltaico e il solare-termico, ma anche sull'eolico, sul micro-idroelettrico ecc. Uno dei padiglioni è stato dedicato al green-building, ovvero all'architettura sostenibile (coibentazione, legno ecc), sempre nell'ambito del risparmio energetico.

Come sempre, vengono organizzati convegni e seminari e ieri pomeriggio ho assistito a quello organizzato all'Università di Padova (Dipartimento di Ingegneria Elettrica), La produzione elettrica con fonti rinnovabili per un sistema energetico sostenibile.

Dopo un inquadramento generale della richiesta di energia attuale e delle previsioni per il prossimo futuro, si sono fatte delle considerazioni sugli obbiettivi stabiliti in sede europea. L'Europa ha deciso di ridurre, entro il 2020, del 20% le emissioni di anidride carbonica o del 30% nel caso in cui anche gli altri paesi industrializzati decidano di fare altrettanto.
L'Italia, per quanto emetta anidridide carbonica in quantità inferiori rispetto ad altri paesi, ha aumentato la sua produzione anziché ridurla, in questi ultimi anni. La sua situazione, ormai nota da tempo, è critica rispetto i traguardi che dovrebbe raggiungere entro il 2010-2012. In pratica, l'Italia, in questo momento, sta come mettendo la firma per pagare 40 miliardi di euro (stimati) di multe per non poter rispettare le imposizioni previste dal protocollo di Kyoto. Un risultato, insomma, disonorevole e problematico dal punto di vista economico.

Successivamente, alcuni relatori hanno descritto alcune soluzioni per i pannelli fotovoltaici e per la generazioni eolica di piccola taglia. Quest'ultima prevede anche la possibilità di avere installazioni in ambito urbano, per esempio sugli edifici. Quindi, oltre alle solite esigenze (efficienza elevata, poco rumore ecc), ci deve essere anche un impatto ambientale contenuto e adeguato al contesto. La mattina avevo giusto notato le immagini proposte da un'espositore della fiera, le quali mostravano degli areogeneratori installati sui tetti, che potevano essere benissimo scambiati per delle strutture architettoniche, in mia opinione.
Per quanto riguarda il fotovoltaico si è posto l'accento sul fatto che la produzione dei pannelli comporta uno spreco notevole di silicio. Questo avviene sia a livello di produzione in quanto prima si producono dei lingotti e poi si "ritagliano" le celle, sia perché queste ultime risultano, attualmente, di circa 270 micrometri di spessore quando ne servirebbero poche decine (si stanno sperimentando sistemi per la produzione a 180 micrometri). Insomma, più volte si è parlato della necessità della ricerca che in Europa c'è, ma in Italia... Alcuni gruppi di ricerca europei si sono di recente costituiti per migliorare la situazione del fotovoltaico, ma con rammarico del relatore, l'Italia non vi figura. È un peccato in quanto il conto energia non potrà esistere per sempre! Se entro 10 anni non si arriverà a costi abbordabili senza necessità di incentivi, il conto energia sarà servito a ben poco.

Infine, si è più volte sottolineata l'importanza di decidere ora quale sarà il futuro della generazione di domani, ma un'azienda che si occupa dell'installazione di impianti da fonti rinnovabili ha lamentato la lentezza della burocrazia italiana. Più di 500 giorni (che sono tuttavia pochi per la normalità) per ottenere il via libera per la realizzazione di un parco eolico da 10 MW, quando una centrale termoelettrica da 250 MW non ha la necessità chiedere la verifica dell'impatto ambientale.

La frase più bella: la citazione, da parte di un relatore, dell'on. E. Realacci. Visto che dobbiamo sederci alla mensa, meglio da convitati che da pietanze.

Snobbare non credo sia un atteggiamento sensato. Si, è vero che chi pensa di salvare il mondo con le energie rinnovabili è un illuso, però qualsiasi contributo è importante. Secondo me, comunque, è il fotovoltaico l'investimento più interessante, almeno per il nostro paese, in questo ambito. Sempre se i costi si abbasseranno! Per il nucleare... Non ho letto degli investimenti sul vecchio nucleare russo, però so che molte centrali dell'ex URSS devono chiudere (o hanno dovuto chiudere, non mi ricordo) perché pessime in materia di sicurezza. Se hanno intenzione di rimodernarle (o rifarle, forse meglio) ben venga. In ogni caso, penso che nemmeno le centrali nucleari siano la soluzione definitiva. Funzionano con una concentrazione bassissima di combustibile, il quale, tra l'altro, non è così diffuso in natura (anche se è vero che ce n'è parecchio rispetto a quello che viene usato). Senza contare il problema delle scorie. Vedremo che succederà con ITER, progetto internazionale di ricerca e sviluppo sulla fusione. Un mio prof sembra convinto che già nel 2015 si avranno i primi risultati. Visto che ci sono voluti 15 anni circa per mettere d'accordo le varie nazioni che partecipano all'esperimento, non vorrei fosse troppo ottimista, comunque speriamo abbia ragione.
Sì, fortissima la frase finale. :D Non vedo commenti, probabilmente perché è un argomento troppo complesso per essere affrontato in brevi messaggi. Da "figlio della luce" (mio padre lavorava all'ENEL) ho sempre sentito gli esperti snobbare alla grande l'eolico e dire che i pannelli sono troppo costosi, ecc. (certo che se non si finanzia la ricerca e non si fanno mai politiche di un certo tipo... capisco che siano fonti alternative, e come tali non possano bastare da sole, ma quando poi leggo che si intende investire nel vecchio nucleare RUSSO, beh...).
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