La lana che riscalda l'inverno

Anche se potrebbe sembrare strano, a me piace lavorare a maglia.
Quest'anno mi sono cimentata nella realizzazione di un paio di guanti e di un berretto.

Anche se non sono proprio quello che si può definire un'esperta del lavoro a maglia, fin'ora non ho mai ottenuto risultati pessimi, semmai migliorabili! :) Oltretutto, per diventare sempre più bravi bisognerebbe praticare abbastanza spesso quest'attività, almeno all'inizio, ma, come sempre, manca il tempo.

Ho deciso, quindi, di scrivere ugualmente qualche indicazione per la realizzazione di guanti e berretti, in quanto penso che siano sufficienti degli input per ottenere qualcosa.
In effetti, le poche cose che ho fatto, sono certamente nate seguendo gli schemi proposti dalle riviste, ma sono state adattate al tipo di lana che avevo scelto (di solito scelgo la lana affinché non dia prurito, perché la fantasia corrisponde ai miei gusti e non costa troppo ecc), al particolare che non mi piaceva, alla fisionomia del soggetto ecc. Insomma, penso che la fantasia e la creatività sia alla base di quest'arte.
Acquistando riviste specifiche per i lavori a maglia, inoltre, si possono trovare indicazioni migliori di quelle che sto per fornire. Però, per esempio, io non ne ho trovate per i guanti fatti con i ferri a due punte, quelli che si usano per lavorare in cerchio, in modo da eliminare il problema delle cuciture!
Ok, è anche vero che io non ho nemmeno cercato più di tanto, ma sorvoliamo su questo dettaglio! :P

Fare un berretto di lana è abbastanza semplice, anche lavorando con i ferri a due punte.
Una volta avviate un tot di maglie, io ho scelto il punto coste (due maglie a diritto e due a rovescio) per eseguire il capo.
Durante la lavorazione del primo ferro, si suddividono le maglie su tre ferri e si tiene un quarto ferro per la lavorazione. In questo modo è come se avessi tre coppie di ferri di un normale lavoro a maglia.
Verso la fine, si inziano le diminuzioni ogni due ferri, in modo da arrivare ad avere poche maglie al monento di chiudere, distribuendo le maglie su 3 ferri .
Io sono partita, per una lana lavorata coi ferri numero 4, con un centinaio di maglie e ho proseguito per una ventina di centimentri prima di iniziare a diminuire. Questo per poter avere un risvolto alla base del berretto.
Per le diminuzioni ho fatto nel seguente modo: al primo ferro ho lavorato due maglie rovesce insieme ogni altra coppia di rovesci che mi si presentavano; il secondo ferro l'ho lavorato come si presentava (quindi *2 diritti, 2 rovesci, 2 diritti 1 rovescio* e di nuovo da * a * fino alla fine del giro ); al terzo ferro ho iniziato a ridurre le altre coppie di rovesci; il quarto ferro l'ho lavorato così come si presentava; al quinto ho ridotto ad una maglia tutte le coppie di diritti, il sesto l'ho lavorato così com'era e poi ho chiuso (cioè ho intrecciato le maglie).
Ovviamente le diminuzioni si possono gestire in modo diverso, anche per arrivare con meno punti al momento della chiusura, auspicabile per non avere un buco troppo grande da chiudere al momento della saldatura del lavoro.

I guanti (di quelli che lasciano fuori l'ultima falange) sono un po' più complicati da gestire lavorando in cerchio, comunque non impossibile.
Ho avviato una quarantina di maglie e ho lavorato, suddividendo i punti su 3 ferri (+ quello per la lavorazione), sempre a punto coste, per 5 cm circa per ottenere il polso. Poi ho aumentato di 2 maglie ogni due ferri (cioè si aumenta di due diritti, due rovesci e due diritti rispettivamente ogni due ferri), con il risultato che al sesto ferro ci si ritrova con 4 maglie diritte in successione. (Ovviamente i può scegliere di avere 4 maglie rovesce in successione.) Ho proseguito la lavorazione per circa 6 cm, poi ho isolato 14 maglie per il pollice e lasciato in sospeso le altre 32 (che serviranno per le altre dita).
Il pollice va lavorato in tondo, ridistribuendo i 14 punti su 3 ferri (2 + il terzo per lavorare le maglie), visto il numero non elevato di maglie, fino ad un'altezza opportuna (4 cm circa), quindi si chiudono le maglie e si salda.
Riprendendo le 32 maglie lasciate in sospeso, si prosegue per altri 3-4 cm la lavorazione, poi si isolano per ciascun dito 8 punti e si provvede ad aumentare di 6 maglie per indice, medio e anulare e di 4 per il mignolo.
A seconda di come si presentano gli 8 punti di partenza, si possono gestire gli aumenti in modo da trovarsi 4 diritti (o 4 rovesci) in successione tutti dallo stesso lato. Io, per esempio, suddividendo gli 8 punti su due ferri, in modo da avere i 4 punti del dorso del guanto su un ferro e i 4 punti del palmo del guanto sull'altro, aumentavo 2 punti rispettivamente all'inizio e alla fine del primo ferro e 2 punti alla fine del secondo. In questo modo mi sono ritrovata 4 diritti dal lato "verso il mignolo" del dito.
Per il mignolo, invece, non ho il problema delle 4 maglie in successione, quindi posso aumentare quando voglio, sostanzialmente.
Le quattro dita sono state lavorate per 4-5 cm, a seconda, e poi intrecciate e saldate sia in punta, sia alla base ove richiesto.

Osservazioni

Tutte le misure da me fornite, ovviamente e soprattutto per i guanti, sono da ritenersi relative: dipende da che lana specifica si usa, da come si è abituati a lavorare (se si tende a tirare troppo il filo o se si tende a lasciarlo "molle", per esempio) e da quanto è grande o piccola la mano del vostro modello.

Quando si lavora in cerchio è opportuno ruotare le prime maglie di ogni ferro, soprattutto durante la lavorazione dei primi. Se non si è brave come me, può capitare che quando si effettua il passaggio tra il primo e il secondo giro, tra la prima e l'ultima maglia del cerchio, resti uno spazio troppo elevato, caratterizzato da una maglia troppo "larga". Invece di mantenere la medesima suddivisione di maglie sui 3 ferri, si portano delle maglie (anche solo un paio) da un ferro successivo a quello precedente, in modo quantomeno da nascondere il punto "largo" dei giri precedenti.

Per i guanti è possibile aumentare alcuni punti dopo l'esecuzione del pollice, in modo da non dover aumentare 6 punti all'inizio di ogni dito che, soprattutto a guanto non indossato, può essere visibilmente poco elegante.

È possibile scegliere anche una lavorazione differente dal punto coste, ma questo è quello che più si adatta alla forma della mano seguendone i lineamenti, di solito. In ogni caso, per il polso e la parte finale di ogni dito, è meglio adottare questo punto per evitare il fastidioso "arrotolarsi" delle estremità.

Diciamo che a me piace complicarmi la vita, più che altro... :P Comunque il secondo guanto l'ho odiato profondamente, fino alla fine: mai più! ...Anche se "mai dire mai" è più esatto! ;)
anche a me piace lavorare ai ferri...ma mi fermo a sciarpe, sciarpone e sciarpette! un saluto
Non sono daccordo sul passare le maglie lavorando con i DPN. Trovo che sia già sufficiente dare un energico strattone al capo della lana dopo avere lavorato un paio di pèunti. Inoltre, far ruotare le maglie è possibile quando si lavora amaglia rasata, ma diventa oltremodo complesso quando si devono tenere i conti di coste e trecce, ed è assolutamente impossibile d farsi quando si lavora con punti ajour. Vieni a trovarci su Motivi a Maglia.
A questo non avevo pensato... Si vede che non sono un'esperta, eh? :P
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