Glasgow - parte I

Se il caldo afoso dell'estate italiana comincia a stare un po' stretto, perché non andare al nord, nel grigio fresco scozzese di Glasgow?
Se, poi, invece di trovare giornate di pioggia si trovano anche momenti di sole, bisogna ritenersi proprio fortunati.

Questa volta la conferenza a cui ho partecipato mi ha permesso di gustare anche un po' di città e devo dire che l'ho trovata più solare rispetto ad altri paesi inglesi visitati. Forse è perché siamo ancora nei primi giorni di settembre, quando da noi l'estate è tutt'altro che finita, e quindi anche in UK le città non sono poi così grigie. Di certo il giaccone autunnale è servito, visto che il sole di martedì scorso ha spazzato via le nubi e la pioggia, ma ha portato con sé il vento gelido del nord.

Siamo arrivati a Glasgow lunedì, in serata. Dall'aeroporto dovevamo prendere il treno e per una volta avremmo sperato che quelli inglesi fossero come quelli italiani ovvero quasi sempre in ritardo di almeno 5 minuti. Invece, fermarsi a cambiare i soldi e ad acquistare un adattatore ci ha permesso di perdere il primo treno utile e di arrivare a Glasgow città sufficientemente tardi per rischiare di andare a letto senza cena. Là, purtroppo, alle 22 cominciano già a chiudere le cucine.
Una bella pioggia intensa c'ha fatto un po' preoccupare, ma quando siamo scesi era quasi già tutto finito.
I treni sono puliti, in orario, e un controllore passa sempre e ti permette di fare il biglietto una volta a bordo senza problemi.

Arrivati al campus dell'Università di Strathclyde, abbiamo cercato l'ufficio alloggi e abbiamo avuto l'onore di incontrare una volpe. Sarebbe stato davvero bello poter scattare una foto, ma sarebbe di certo scappata. Tutta rossa, con la punta della coda bianca e un muso appuntito.. Veramente una bella sorpresa per essere in un luogo abitato e comunque frequentato.

Non è stata un'impresa facile trovare l'ufficio alloggi, di notte e senza conoscere il luogo, sebbene ci fosse più di una mappa disponibile.
Una volta individuato, però, abbiamo trovato la persona di turno che stava cercando disperatamente di farsi capire da dei cinesi. A dire il vero, non capisco perché alcuni inglesi (o persone che si credono inglesi) si debbano per forza scaldare quando gli altri non capiscono quello che dici e si mettono ad alzare la voce aumentando la velocità di pronuncia anziché rallentarla. Non capiscono che così fan solo peggio? Oltretutto stiamo parlando di persone che vengono da un paese che nemmeno usa il nostro alfabeto: un po' di comprensione insomma!!!

Il campus, di giorno e con il sole, appare più o meno così:

campus

I dormitori sono a più piani, ciascuno suddiviso in appartamenti con 6 stanze singole e una cucina in comune (almeno quello in cui eravamo noi).
La domanda che tutti si sono posti e che nessuno aveva il coraggio di fare è stata: abbiamo ciascuno due chiavi, una serve per aprire il portone e l'altra per la porta dell'appartamento e della stanza da letto, chi mi dice che quella seconda chiave apre, realmente, solo la nostra camera? Ovviamente c'era il trucco, abbiamo provato (e ci sarebbe mancato altro! :P ).
Le stanze in cui siamo stati sono ben tenute e non c'è la moquette in bagno, al contrario di molte case (vecchie) inglesi. C'era persino una bibbia. :-O

Il campus è costituito da molteplici edifici con appartamenti e stanze, un bar, una mensa e le aule dei dipartimenti, tutti vicini, in una specie di città dello studente all'interno della città.

La mensa non è male, ma si tratta pur sempre di cibo inglese. :P
Beh, la colazione è la parte migliore, visto che in UK sono ben specializzati in quelle "potenti", a base di pancetta, fagioli e uova. La vera english breakfast, però, l'ho assaggiata prima di tornare in Italia, all'areoporto. Prima ho dovuto un po' adattarmi e, soprattutto, svegliarmi alle 3 di mattina dopo 2 ore di sonno, in modo da accumulare un po' di appetito. :-)
A pranzo, qualcuno ha avuto il coraggio di assaggiare la pasta pasticciata che hanno proposto, ma io, per non sbagliare, ho scelto piatti "locali". Mi ricorderò sempre le patate con la buccia e quella cosa che hanno spacciato per un cheesecake, ma che a me sembrava esattamente la torta della Cameo al limone (strato di biscotti sbriciolati con burro come base, crema a base di latte e panna e una velo di gelatina al limone per capirsi).
Di certo i coffee break non li sanno fare da nessuna parte come in Italia, tantomeno in un posto dove il caffé ha lo stesso colore del tè. Del tipo che quando era ora di prendere un caffé, ahimé, stendiamo un velo pietoso, tutti gli italiani si guardavano sconsolati.
Da noi i coffee break sono come dei banchetti reali, con tutti i pasticcini e le pizzette che di solito vengono offerti!

Di costruzioni caratteristiche tipiche inglesi ce ne sono a bizzeffe. A me ha colpito questo albergo, di fianco un cimitero e una cattedrale.

hotel

I cimiteri inglesi sono sempre molto particolari: immersi nel verde dell'erba, che è sempre più verde di quella che c'è da noi.. Sembrano dei giardini oppure delle zone archeologiche, quando le lapidi sono particolarmente grandi ed elaborate.

In Scozia il salmone è molto buono. Oltre il pollo è uno dei piatti più frequenti in questa zona. Tanto che persino i lampioni sono a tema:

lampione

Io l'ho assaggiato sia al vapore sia affumicato e soprattutto quest'ultimo è particolarmente differente da quello che si trova nei nostri banchi frigo. È decisamente più buono e sa di merce fresca.
Il pollo alla griglia con bacon e formaggio è stata la cena della prima sera, mentre alla seconda siamo stati in un locale stile americano in cui ho assaggiato i gamberi fritti in una impanatura davvero pesante.
Alla cerimonia di apertura, gli scozzesi hanno proposto degli assaggi di whisky all'interno di una chiesa sconsacrata che, credo, sia il luogo dove si discutono le tesi di laurea e dove si viene proclamati (ma, forse, anche dove si fanno gli altri esami, non ho ben capito).
La cena offerta alla serata "scozzese" è stata la più apprezzata, anche se io, che sono abituata a porzioni minimali, ho apprezzato ben poco: i pasti precedenti mi hanno veramente riempita all'impossibile. C'erano zuppe, tortine ai funghi, l'immancabile salmone e le patate.. E ovviamente il whisky!
Ma la serata "scozzese" non è stata solo cibo.. e ne parlerò nel prossimo inserimento! :-)

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