Fare e disfare

Fare e disfare è tutto un lavorare, si dice, e forse è anche proprio quel che succede nella realtà.

Ho sempre pensato che, a volte, fosse necessario far prendere fiato ai propri progetti, alle proprie attività, ovvero, se il verso giusto sembra un orizzonte lontano, può tornare comodo fermarsi un attimo e ricominciare dall'inizio.
Ovviamente, non a lavoro concluso, perché sarebbe assurdo e anche controproducente. Forse questo significherebbe aver lavorato del tutto coi piedi, invece che con la testa.

Chi ben comincia è a metà dell'opera, ma se si tratta di un'opera nuova, con cui non si ha esperienza e dimestichezza, il riprendere in mano dal principio una certa attività può servire ad ottimizzare un processo che poi deve diventare il nostro regime.
La prima volta le ciambelle non verranno tutte perfette con il loro buco, ma imparato un metodo operativo sarà sempre un successo, qualsiasi siano le variabili aggiuntive in gioco.

Non si tratta, però, solo di imparare un metodo operativo, inteso come il portare a termine un certo procedimento o fare una determinata cosa, ma anche di acquisire la competenza necessaria per poter scegliere fin da subito il metodo con cui svolgere quel qualcosa, in modo da evitare di dover prendere in mano la stessa attività un'infinità di volte.
Insomma, ricominciare dall'inizio va bene, può servire, ma fino ad un certo punto: non deve diventare di certo un'abitudine. La prassi, infatti, dovrebbe essere quella di pensare e poi iniziare a fare, perché chi ben comincia è a metà dell'opera, appunto.

La realtà ovviamente è tutt'altra cosa. Mai nessuno che prima di iniziare si fermi a pensare e poi parta convinto e prosegua fino in fondo come aveva previsto!
Premesso che questo "ovviamente" non mi piace per niente, perché sembra di attribuire un'accezione di normalità ad un qualcosa che dovrebbe essere anormale, sembra di attribuire una sfumatura di positività a qualcosa che dovrebbe essere tutto fuorché un bene, bisogna ammettere che è proprio così.
Nella realtà di tutti i giorni è un po' come quando Penelope tesseva di giorno e disfaceva di notte, nell'attesa di Ulisse: si fa, si disfa, si rifà e così via finché, magari, non ci si mette d'accordo. Peccato che lei lo facesse ad uno scopo, nella realtà è solo inefficienza.

Una domanda: non sarebbe meglio fermarsi un attimo, riflettere, e poi iniziare a fare? Magari per fare tutto bene fin dall'inizio, una sola e unica volta?

Una risposta: magari questo significherebbe essere troppo efficienti, finire troppo presto e trovarsi senza lavoro troppo presto. D'altronde, fare e rifare è sempre un lavorare! :-/

by Realizzazione Siti Vicenza & Temi per Drupal
Creative Commons License | Privacy & Cookie Policy