
Il termine "bonsai" è giapponese ed è costituito da due ideogrammi: il primo significa vassoio o contenitore (bon), mentre il secondo (sai) significa educare e, in senso lato, il coltivare (definizione tratta da Wikipedia).
Questo è il regalo che ha ricevuto qualche giorno fa un amico. È un bonsai Carmona Microphylla della famiglia delle Borraginaceae. È conosciuta anche con altri nomi (Ehretia microphylla o Ehretia buxifolia) e, in particolare come albero del tè da Fukien. Questo probabilmente perché, nelle Filippine, le sue foglie vengono usate per ricavarne una bevanda sostitutiva del tè. (Ovviamente parlando della pianta alta anche dieci metri e non del bonsai... Con le foglie di bonsai morirebbero di sete...)
Fiorisce in primavera ed in estate con fiori bianchi, ma, essendo una pianta da interno, può fiorire anche in inverno, se luce e calore sono quelle ideali. Il frutto dapprima è verde e diventa rosso quando è maturo.
Il termine bonsai, oltre ad indicare queste piante in miniatura, può essere usato come attributo per ottenere, per esempio, la poesia bonsai! Si tratta dell'haiku, un componenimento di tre versi caratterizzati rispettivamente da 5-7-5 sillabe. Praticamente una sintesi di emozioni, perché le parole che compongono l'haiku sono veramente poche, ma è grande ciò che vogliono trasmettere.
Questi sono alcuni esempi...
sulle sere serene
e i giorni silenziosi,
piogge di primavera
Miura Chora
fiori di pruno:
è un'estasi
la mia primavera
Kobayashi Issa
solitudine:
i fuochi d’artificio che fioriscono –
dopo, cade una stella
vento d’autunno:
viviamo, e ci guardiamo l’un l’altra,
tu ed io
Masaoka Shiki





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