Bianco ieri, grigio oggi

Ieri mattina avrei voluto avere la fotocamera digitale con me e immortale quel bagliore di sole fare capolino da dietro un tetto imbiancato dalla brina. Un bagliore che sembrava voler darti il buongiorno, accarezzandoti con quel poco calore che ancora riesce a darti un raggio di sole in novembre.
Guardando fuori dal finestrino del treno tutto era bianco, sembrava quasi che nella notte qualche fiocco di neve fosse caduto dal cielo. Invece era tutto ricoperto di bianca brina.
Il marrone e il verde caratteristico dei campi incolti di questo periodo autunnale/invernale risultavano sbiaditi ieri mattina, ma non per questo meno belli del solito. La campagna è sempre bella, soprattutto se si è sempre immersi negli ambienti urbani di città più o meno grandi. Così vedere gabbiani, cornacchie e qualche specie di trampoliere che cercano di trovare cibo nelle distese lungo la ferrovia diventa ogni giorno uno spettacolo nuovo.
Dove c'era un po' d'acqua ferma, sembrava di trovarsi alle terme con tutti quei vapori che risalivano. Come quando tutto è ricoperto di neve, questo sembrava l'unico segno di vita, come se per ciò che era ricoperto di brina il tempo si fosse fermato. Nemmeno i gatti si sono fatti vedere ieri mattina... Tutti in un posto coperto e magari al caldo, probabilmente.

Stamattina, invece, tutto era come spento. La temperatura era un po' più alta, per cui niente brina. Nemmeno il sole ha fatto capolino. Era tutto grigio. Grigie le strade, grigi i palazzi, grigio il cielo... Un grigiore pesante, che mette tristezza, soprattutto alla mattina.
La campagna non dava segni di vita, come se fosse morta, questa mattina, però. C'era solo un cacciatore che camminava in mezzo ai campi.

Preferivo il freddo biancore di ieri mattina, perché riusciva con poco a dare qualcosa in più al paesaggio visibile dal finestrino del mio treno.

Tenere una macchina fotografica a portata di mano è un'abitudine che si è ormai radicata con l'avvento del blog. Sta dove stanno le chiavi, e quindi è quasi impossibile dimenticarla. E pensa che non ho mai avuto questa passione, ma averla con me sembra a volte stimolare proprio l'attenzione per il mondo intorno. Certo, anche saper descrivere un panorama come hai fatto tu, non è cosa da poco, permettere alla fantasia dei lettori di galoppare, non è in fondo che un altro modo di esprimersi. L'importante è che sia l'immagine sia le parole siano in grado di riportarci in quella condizione.

Si, sarebbe un'abitudine da imparare, però la trovo una cosa scomoda. Avrei sempre paura di perderla, rovinarla o che so io e siccome è una cosa a cui tengo molto...
Certo che il mio è anche un ragionamento che ha i suoi controsensi perché, alla fine, è una cosa che dovrebbe essere usata... Se va persa, forse no, però se va rovinata vuol dire che è una cosa che è stata sfruttata.

Comunque concordo che anche le parole possono essere sufficienti. Anzi, forse, a volte, possono rendere di più perché lasciano spazio all'interpretazione delle persone. La fantasia è una cosa che non va persa e ogni tanto fa bene anche stimolarla (sia per chi scrive, sia per chi legge, ovviamente).

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